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Andare a piedi

A mio padre, grande camminatore.

Siamo fortemente dipendenti dall’automobile. Non c’è niente da fare! Ognuno di noi ha mille e mille motivi per considerare l’auto l’unico mezzo di trasporto veramente valido, soprattutto (ma non solo!) nelle grandi città.

In realtà non è così. La mia esperienza personale mi porta ogni giorno a scoprire e riscoprire che spostarsi a piedi  è molto meglio. In una grande città come Roma se si devono percorrere 3 chilometri è necessario calcolare circa mezz’ora, da quando si chiude la porta di casa a quando si arriva e si chiude la portiera della macchina. E spesso non bastano! La stessa mezz’ora che ci avreste messo a piedi, senza però stress, inquinamento e consumo di carburante. L’obbiezione di eventuali pesi o bambini recalcitranti al cammino non ha fondamento alcuno. I bambini sono recalcitranti perché non abituati e i pesi, dipende; diciamo che fino a 5 kg una persona di 60 kg può portarli comodamente in uno zaino e/o con un carrello/valigia.

Stiamo vivendo un periodo di profonda crisi (non solo economica). La (ri) scoperta dell’andare a piedi fa parte del bisogno forte che l’uomo occidentale sente di cambiare per riappropriarsi della propria dimensione. Non è un caso che si stanno moltiplicando iniziative come La Giornata Mondiale del Camminare (http://www.giornatadelcamminare.org/) che riguarda anche e soprattutto la città.

La sensazione che abbiamo di essere soffocati dal’inevitabilità del presente sta proprio nel lento distacco che è avvenuto tra l’uomo e la Terra. Non sto parlando di abbracciare gli alberi o di smettere di lavarsi per ritrovare “l’animale” che è in noi, ma molto più semplicemente di riappropriarci delle nostre città, grandi, piccole o piccolissime che siano.

Le città nelle quali viviamo sono la nostra casa. Cariche di Storia e di vita ci raccontano infinite storie e rappresentano le nostre radici insieme alla Terra, le Montagne e il Mare. Rispettare e vivere la città vuol dire anche rivedere il nostro rapporto con il territorio. In un articolo recente su Repubblica Paolo Cognetti ( http://paolocognetti.blogspot.it/), parlando della recente tragedia di Rigopiano, parla di rapporti compromessi con il Territorio. Un rapporto “non più saggio, non più rispettoso, di solo sfruttamento e di non conoscenza” e purtroppo casi tragici come questi o come i numerosi morti che ogni anno si registrano in montagna o in mare, dovuti alla mancanza di rispetto e conoscenza del territorio, ne sono la triste prova.

Riprendere a camminare e a vivere le nostre città è un modo per lottare contro tutto questo. Magari è poco, ma è un inizio! Soltanto ricostruendo il rapporto con il territorio e imparando a rispettare la Terra sulla quale viviamo, potremo sperare di crescere generazioni di individui più consapevoli e capaci anche di combattere la corruzione. C’è un modo per riappropriarsi delle città che è diverte, creativo e sviluppa contattai e amicizie. Lo suggerisce  Keri Smith in questo fantastico libro:

Keri Smith, Risveglia la città, Terre Di Mezzo 2015.

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L’artista, illustratrice e blogger canadese ci invita a diventare dei Guerrilla Artist, facendo piccoli e semplici gesti quotidiani (evitando così anche di farsi arrestare!!!).  Smith parte proprio dalla constatazione che “in molti casi non abbiamo scelta sulla qualità e sulla quantità di quello in cui ci imbattiamo” ed è per questo che i piccoli gesti di cambiamento del paesaggio (come fare le bombe di semi o lasciare sulle panchine piccoli biglietti) possono fare la differenza. Il libro è pieno di spunti e idee da fare anche e soprattutto con i bambini e i ragazzi.

Altro libro stimolante e immaginifico è

Massimiliano Tappari- Alessandro Sanna, MiraMuri, Terre Di Mezzo 2015

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Anche qui troviamo l’invito a guardare il mondo che ci circonda in maniera diversa. Camminando per la città e guardando i muri, le crepe e le macchie si scoprono e si inventano storie. Un gioco che potete fare con i bambini è fotografare crepe, macchie e scrostature nei muri della vostra città; stampare le foto e divertirvi a trasformarle in cavalli, castelli, navi pirata, buffi personaggio ….. …… ……  ……

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Un modo di camminare riappropriandoci del territorio è quello di visitare le grandi città, fuori dai tour turistici. Molte sono le guide che si rivolgono alle famiglie (Lapis, Lozzi, Palombi, Touring). Una mappa particolare e La mappa parlante di Roma, ne ho parlato qui: http://storiegirandole.it/348-2/

Vi saluto con una poesia di Roberto Piumini tratta da Che meraviglia, un ponte (Einaudi ragazzi, 2010):

Andiamo con il razzo,

velocemente pazzo,

oppure con il treno

in fuga sul terreno,

andiamo con un’ auto

dall’andamento incauto,

andiamo con la moto,

o con la bicicletta,

oppure senza fretta,

in un tempo più quieto,

un passo dopo un passo

schivando il sasso e il tasso,

bagnandoci nell’erba,

calciando mela acerba,

non troppo lentamente,

non troppo sveltamente,

umanamente medi

andiamo a piedi.

Piccola bibliografia per adulti

Andrea Bocconi, Di buon Passo, Guanda

Robert Macfarlane, Le antiche vie. Un elogio del camminare, Einaudi

1 Comment

  1. Marilena Mauro ha detto:

    Complimenti, verissimo ciò che scrivi…

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