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A spasso con Ursula

Sono una grandissima fan di Giuseppe Festa! C’è una cosa che amo almeno quanto le storie ed è il mondo degli animali e delle piante.  Insetti, uccelli, mammiferi, pesci, serpenti io li amo, li studio quando posso, li guardo estasiata e, se serve, li salvo (per qual poco che so fare).

Di Festa ho amato i libri sui lupi e quelli sugli orsi, finora pubblicati (http://giuseppefesta.com/), quando ho visto che usciva un altro titolo per Editoriale Scienza (https://www.editorialescienza.it/), nella collana Storie di scienza (l’altro è Lupinella) mi ci sono fiondata!

Ursula, con le illustrazioni di Marichiara Di Giorgio (potete trovare tante altre notizie su questo libro e la collana di cui fa parte qui: https://www.editorialescienza.it/it/libro/ursula-libro-per-bambini-sugli-orsi.htm ), è la storia di un’orsa, cui seguiamo le avventure dalla nascita fino a quando, raggiunti i due anni circa, non si allontanerà dalla madre per vivere una vita indipendente.

Ursula nasce durante i mesi del letargo materno. In seguito con l’arrivo della primavera, all’età di circa 3 mesi, lascia la tana con la madre e il fratello Tartufo.  Seguiranno mesi di apprendistato durante i quali tra gioco, un ruglio d’avvertimento (verso che fa mamma orsa per redarguire i cuccioli quando fanno delle incoscienze, oltre che per altri motivi) e una zampata a mo’ di sgridata, la piccola orsa dovrà a poco a poco capire come e dove trovare il cibo, quali sono i nemici da cui tenersi lontano, come riconoscere le erbe buone e tante altre cose.

Ursula ci affascina fin da subito perché è curiosa, giocherellona, intraprendente e cauta. Annusa, corre, ruzzola, cade, ha fame e sonno, il tutto in quella maniera esagerata che hanno i cuccioli
che mi li fa amare particolarmente. Grazie alle sue avventure nei boschi, conosciamo molte delle abitudini degli orsi e capiamo anche quali sono i comportamenti che noi umani dobbiamo evitare per non metterli in pericolo.

Giuseppe Festa riesce, come in altre occasioni, raccontando una storia godibilissima, a svelarci molte notizie sugli orsi e su come gli studiosi fanno ricerca, grazie anche alle incursioni (che possono essere lette subito o tornandoci in seguito) di Valentina “l’orsologa” (ricercatrice del MUSE, Museo delle Scienze di Trento – https://www.muse.it/it/Pagine/default.aspx –  che si occupa di studiare e raccontare la biodiversità). La narrazione di Giuseppe Festa mi piace perché insegna molto ma non è mai didascalica e assolutamente mai pedante; ci narra la natura e gli animali con amore e precisione, senza sbrodolature, mettendoci in guardia da comportamenti sbagliati (come ad esempio dar da mangiare agli animali selvatici o avvicinarci ai cuccioli, cosa pericolosa per noi e per loro!).

I suoi libri raccontano gli animali e i boschi, chi ci lavora, come e con quale strumentazione, le difficoltà che incontra, senza dimenticarsi delle persone, delle relazioni e dei sentimenti .

Ursula piacerà a tutti i giovani lettori (ottimo, secondo me, dai sette anni, per la lettura autonoma) che amano la natura e gli animali e sono curiosi di sapere cosa mangiano gli orsi (sottolineo ancora una volta che gli orsi non mangiano gli umani!), con quali animali si alleano, se lo fanno e perché, fino a che età restano con la mamma e tante altre cose.

La storia è arricchita dalle illustrazioni di Marichiara Di Giorgio, che riesce benissimo a restituirci lo sguardo dolce e cucciolo della piccola Ursula, i prati, i giochi degli orsi durante quella loro prima primavera-estate, gli incontri con altri animali.

Alla fine della storia alcuni giochi per sostare nella narrazione e nella natura.  Editoriale Scienze propone dei giochi molto belli ed efficaci per sentire la natura, ma, come sapete, a me piace soffermarmi a pensare dei giochi perché questo dà, a me per prima l’occasione per stare ancora nella storia, quindi ne aggiungo altri due:

Assomiglia a…

Questo gioco è di Sigrid Loos (pedagogista che porta avanti da anni ricerche sul gioco come strumento ludico e didattico); l’ho proposto moltissime volte e lo sento anche un po’ mio:

Durante una passeggiata nei boschi divertitevi a raccogliere qualche foglia (non esagerate e quelle che non usate, ributtatele in un prato o in un’aiuola se non avete un bosco vicino; le foglie servono al terreno e lo nutrono). Sceglietene una e guardatela con attenzione: che forma ha?  A cosa somiglia?  Una volta che lo avete capito, incollatela su un foglio e usatela per fare un disegno. Per esempio una foglia lunga potrebbe essere un surf o un pesce o un tavolo, una tondeggiante, un cupcake oppure il vostro vicino un po’ in carne.

Gli omini dei boschi.

Raccogliete piccoli rami, ghiande, piccole pigne (vale la raccomandazione di sopra), sassolini e create, incollando il tutto con la colla a caldo (se è il caso fatevi aiutare da un adulto!) dei piccoli omini dei boschi.  Con alcuni bambini, li abbiamo poi riportati nel bosco e nascosti tra i rami a tutela della natura.

Giuseppe Festa, Ursula, illustrazioni di Mariachiara Di Giorgio, Editoriale Scienza, 2020.

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