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Carla

Ho fatto per anni spettacoli per ragazzi. La mia passione per le storie e il racconto mi ha portata ha confezionare negli anni spettacoli di narrazione usando storie di tutti i tipi.

Un periodo intenso è sempre stato quello sotto Natale. Confezionavo ogni anno spettacoli di storie natalizie e giravo le scuole immersa in un tripudio di canzoni e porporina. Ne uscivo stordita e stanca con la folle sensazione di essere un’aiutante di Babbo Natale. Lo so è irrazionale, ma a farmelo credere erano soprattutto i bambini!

Amo il Natale, perché amo le luci e le storie e il Natale è la Storia per eccellenza. Non importa in cosa si creda, è irrilevante. La storia di una giovane coppia perseguitata che fugge e di un bambino che nasce fortunosamente durante la fuga e che viene creduto il Messia e per questo adorato è una storia magica, alla stregua di altre. Inoltre il Natale inteso come Nascita si è sovrapposto ai festeggiamenti di altre culture e culti e questo mi piace particolarmente, perché al di là di come la si pensi, festeggiare la luce (o Luce) è molto umano . Amo l’Albero di Natale per il suo significato simbolico profondo e il Presepe per il legame amoroso che ho con San Francesco nonostante la mia totale lontananza dalla Chiesa ( o forse proprio per questo!).

Infine amo Babbo Natale, innanzitutto perché è grasso ed io adoro le persone in carne, in secondo luogo perché come ho sempre detto Babbo Natale è una dimensione della mente. Esistere (nel senso di essere scientificamente sperimentabile)  o meno, nel suo caso, come in molti altri, non ha nessun significato.

Questo lungo cappello per introdurre quelli che sono i libri del mio Natale. I libri che per me rappresentano il Natale.

Uno dei più bei libri di Natale mai letto e raccontato è Il berretto di Nataledi Sabine Lipan, illustrato da Dorota Wünsch (traduzione di Anna Zuliani, E/O, 2006), purtroppo a oggi introvabile e reperibile solo in biblioteca (*). Nella speranza che venga ristampato, vi invito a cercarlo, perché merita.



Il signor Muz nel suo studio non sa cosa farà a Natale; è solo e anche decorare la casa sembra inutile. Esce, nonostante il tempo ventoso. Il parco è vuoto. Una folata di vento gli fa volare il cappello. Il signor Muz lo rincorre; il cappello è caduto ai piedi di un ragazzo, i due cominciano a parlare e il vento ancora una volta fa volare il cappello, che cade accanto a una vecchia signora che subito lo prende pregustando il caldo che terrà. Il signor Muz e il ragazzo la raggiungono e la vecchia signora condivide con i due le sue preoccupazioni circa il freddo. Ancora una folata di vento e questa volta è un cane a raccogliere il berretto.

Il vento imperversa e non lascia il berretto neanche al cane! Sarà un bambino a raccoglierlo, subito raggiunto dalla strana combriccola. Comincia tra i tre più il cane e il bambino, uno scambio di battute sul Natale; alla fine i tre più il cane si ritrovano invitati per la cena della Vigilia. Non vi svelo altro. Un libro delizioso con delle bellissime illustrazioni e una sottile ironia che ci racconta un Natale di condivisione e scambio.

Romantico come un romanzo d’appendice dell’Ottocento è Natele su tutti i piani di Marie-Aude Murail, tradotto da Sara Saroin e pubblicato da Camelozampa nel 2016. Nella Parigi del 1843, una sartina vive con il fratello novenne malato in una mansarda fredda e umida. Sono poverissimi e la ragazza cerca di raggranellare un po’ di soldi facendo rammendi e orli per una ricca famiglia che vive al primo piano dello stesso palazzo. Nello stesso palazzo artisti e studenti rallegrano le scale. In particolare un vicino che, giovane e spensierato, sembra darsi alla bella vita. Jeanne ne è intimorita e attratta al contempo.

La casa dei ricchi signori, due figli viziati e annoiati,un libro gettato in terra con sdegno e preso dalle mani avide di Jeanne che vorrebbe imparare a leggere e insegnarlo al fratello, sono gli ingredienti di questa inconsueta storia natalizia che potrebbe concludersi tragicamente perché il piccolo Hugues si aggrava e sta per morire. Voi, però non sapete che il giovane vicino è un medico fresco di laurea! Potete presumere il finale. Una storia d’amore a lieto fine sul valore salvifico della lettura in un Natale di metà Ottocento. Bellissime le illustrazioni di Boiry. Altro libro introvabile ma presente in varie biblioteche italiane (*) è Svegliati Babbo Natale scritto e illustrato da Marcus Pfister, tradotto da Luciana Gandolfi-Rihl, edito da Nord Sud nel 2000. Le splendide illustrazioni e le parole di Pfister ci raccontano di quella volta che Babbo Natale non sentì la sveglia e di come saltò giù dal letto per cercare di non fare tardi a consegnare i regali.

Ma lo sappiamo bene, quando si ha fretta non si trova nulla (Babbo Natale a sedere in su, che cerca gli stivali sotto il letto, è impareggiabile!!). Le renne non vogliono decollare e comincia anche a nevicare; Babbo Natale è disperato e già pensa che non riuscirà ad arrivare in tempo, ma ecco che improvvisamente, come d’incanto, tutto si risolve… Una piccola storia che fa ridere i più piccoli e riscalda il cuore di chi la racconta.

Un libro che non parla di Natale ma di condivisione e scambio e quindi per me di Natale è Una ricetta Miracolosa, di Gaëtan Dorémus, traduzione di Rita Dalla Rosa,Terre di Mezzo, 2016. Dopo una giornata faticosa, Andrea, che non ha potuto fare la spesa, si ritrova il frigo vuoto.

Chiede al vicino. Anche Nicola non ha molto. Così di piano in piano e di vicino in dirimpettaio, organizzeranno una bella cena in piazza. Bellissime le illustrazioni in cui il colore racconta i cibi. Ho amato questo libro dal primo momento in cui l’ho visto in lingua originale; ovviamente sono stata contentissima quando Terre Di Mezzo l’ha portato in Italia. Un libro, a mio parere, da avere assolutamente, anche per parlare di cibo.

Freschi di stampa tre libri tutti dedicati a Babbo Natale, ma attenzione non sono affatto per piccolissimi! Noé Carlain-Ronan Badel, Tutto ciò che Babbo Natale non farà mai, La Margherita, 2019, è un’esilarante sequenza di ciò che Babbo Natale non farà mai… speriamo!

Per esempio, dimenticare le bretelle e restare in mutande o usare la slitta come skateboard, ne scaturisce un divertentissimo e scanzonato catalogo di assurdità e nonsense. Da sbellicarsi dalle risate!

Un vero gioiellino è L’Ultimo regalo di Babbo Natale di Marie Aude Murail illustrato da Quentin Blake, tradotto da Sara Saroin, edito da Camelozampa nel 2019. Julien è ormai grande e non crede più a Babbo Natale (…forse), però, poiché i suoi genitori non fanno altro che parlarne, ha deciso di fingere di crederci ancora un anno. Per sfida chiede regali costosi e li ottiene, ma sotto l’albero c’è anche una strana locomotiva con gli occhi. I genitori sostengono essere un regalo per bambini piccoli e che probabilmente è un regalo caduto dal sacco di Babbo Natale.

Julien nei mesi a venire si prende cura di quella buffa locomotiva e si premura di non rovinarla, le assegna addirittura un nome: la chiama Juliette. Quando torna Natale, Julien vorrebbe rimandarlo per non dover restituire Juliette, ma Babbo Natale lo stupirà ancora una volta…se è stato lui. Una storia bellissima e poetica sul credere e voler credere e su quella dimensione dell’anima che si chiama Babbo Natale.

Freschissimo di stampa, uno dei libri più divertenti su Babbo Natale! Una satira del mondo contemporaneo in salsa natalizia, adatta anche agli adulti, da leggere insieme ai figli: Michele D’Ignazio Il secondo lavoro di Babbo Natale, illustrazioni di Sergio Olivotti, Rizzoli, 2019.

La crisi ha sconvolto anche qual placido mondo lappone nel quale vive Babbo Natale! Le Poste Internazionali, in deficit, da ben tre anni non pagano il vecchio dalla barba bianca. Andare in pensione non se ne parla!



La crisi si aggrava e Babbo Natale è licenziato! Inizia allora una rocambolesca e spassosa (seppur velata di feroce critica sociale che ricorda il migliore Piumini e anche un certo Rodari) ricerca di lavoro tra call center e improbabili centri ludici. Infine Babbo Natale trova lavoro (non vi dico assolutamente dove) e anche una vecchia amica con le scarpe rotte, costretta anche lei a cambiare lavoro. È con lei, che il vecchio barbuto pensa di ricominciare da capo e unire le forze. A volte due persone e un’idea rivoluzionaria, possono capovolgere le situazioni. Le illustrazioni di Sergio Olivotti sono straordinarie. Ironiche e graffianti, fanno da perfetto controcanto alla storia aggiungendo e sottolineando, e mai solo descrivendo. Assolutamente da mettere in libreria e leggerselo, non solo a Natale.

(*) metto a seguire il Link del catalogo OPAC SBN che è un catalogo che potete consultare per vedere in quali biblioteche italiane trovare un libro che vi interessa, come ad esempio quelli fuori catalogo: https://opac.sbn.it/opacsbn/opac/iccu/free.jsp

Buon Natale a tutti e tutte e buone letture.

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