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Carla

Tutti conosciamo Quentin Blake. Forse qualcuno non ne conosce il nome, ma sicuramente nel vedere una sua illustrazione, griderà “Ah sì, lo conosco, è quello che ha illustrato il GGG – Gli Sporcelli – Il coccodrillo enorme”, e così via, tra un Dahl e l’altro. Artista pluripremiato, Blake è stato definito da The Telegraph: anarchico, a volte feroce, socialmente acuto, essenziale quando deve esserlo, sontuoso di dettagli quando gli va di esserlo.

Tutto questo lo troviamo in L’erbaccia di cui Blake è autore di parole e immagini, tradotto da Sara Saorin e edito da Camelozampa, che da oggi, 15 aprile, è in libreria.

Graffiante, poetico e persino lirico, Blake racconta di un mondo ormai secco e arido in cui si apre una profonda voragine nella quale precipita la famiglia Dolciprati  al completo, con tanto di merlo indiano parlante.

Mandato in esplorazione, essendo l’unico che può volare fuori dalla voragine, il merlo torna con un seme che poi lascia cadere in una crepa del terreno. Tempo qualche minuto e ne sbuca una piantina.

È solo un’erbaccia, commenta la signora Dolciprati.

L’erbaccia cresce e, come la famosa pianta di fagioli di Jack, diventa sempre più grande offrendo alla famiglia Dolciprati supporto per salire, protezione e nutrimento.

Una bellissima storia sul valore salvifico della Natura. La Natura, ci racconta Blake, è spietata e non perdona; se la maltratti, ti affonda; però ti offre, se sai riconoscerla, una seconda possibilità perché salvando l’Uomo salva se stessa.

La Natura non è né buona né cattiva, è . Sta a noi fare la differenza.

Questo, un po’ ferocemente e un po’ con accondiscendenza gentile, come con un bambino che ha fatto l’ennesima marachella, ci racconta Blake, con qual suo tratto che sembra schizzato ma che invece è frutto di accurato studio.

Mi piace quest’erbaccia che inizia piano. Una piantina in un angolo della pagina, sulla quale campeggiano gli umani e poi sempre più grande, rigogliosa, accogliente, ma anche minacciosa. La famiglia Dolciprati, dopo lo stupore iniziale, è dubbiosa, guardinga. L’Uomo non si fida della Natura la considera, scioccamente, matrigna. Solo dopo aver capito che l’erbaccia è in grado di nutrirli, la famiglia Dolciprati sarà più fiduciosa. L’erbaccia cresce e gli umani sono sempre più piccoli, in alcuni casi sono macchie tra il verde, perché non si dimentichino (loro e noi) che sono una parte e parte della Natura. Ottavia il merlo indiano, che è stata guida e consigliera, ora muta, assiste al lussureggiare di Natura. Lei sa.

L’erbaccia di Quentin Blake segna il debutto di un importante progetto, per realizzare libri per bambini completamente privi di PVC. Ormai sempre più case editrici utilizzano carta ecologica FSC per stampare libri senza impatti sulle foreste. Non basta. Le copertine dei libri, infatti, per essere più resistenti, sono spesso plastificate. Camelozampa, in collaborazione con Società Grafiche AZ, una tipografia specializzata nella stampa del libro illustrato, dà vita al primo libro per bambini italiano con il marchio PVC free. Per la copertina de L’erbaccia è stata impiegata una particolare carta, per renderla bella e durevole anche senza l’uso della plastica.

L’erbaccia, quindi, è “PVC free”

Questo picturebook è un’ottima occasione per parlare con i bambini:

  •  Di Natura.
  • Del posto dell’Uomo in Essa.
  • Di futuro e sviluppo sostenibile.
  •  Di consumo sostenibile.
  • Di editoria sostenibile e PVC free.

Buone letture.

Quentin Blake, L’Erbaccia, traduzione di Sara Saorin, Camelozampa, 2021

L’Erbaccia finirà nella mia bibliografia ragionata per l’Agenda 2030!

N.B le sguardie sono eccezionali, la dedica anche!

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