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Immagina che me lo ero perso!

Quando White Star Edizioni pubblicò questo libro nel 2014, lo avevo notato, poi presa come sempre da mille strade, era finito in un angolino della mia testa.

Per vari motivi qualche mese fa mi è ricapitato tra le mani ed è stata l’occasione per conoscere meglio il suo autore che devo dire, meriterebbe più delle poche righe che potrò dedicagli in questa occasione.

Immagina, di Norman Messenger, che ha vinto il premio Scelte di Classe 2015 per la fascia d’età dei 5-7 anni, è veramente un libro incredibile (1).

Da non confondere con un semplice libro interattivo o libro gioco in cui il bambino apre finestrelle o gira ruote per far apparire immagini, Immagina è un inno all’immaginazione e al gioco, alla surrealtà e al pensiero laterale.  Spiace che sia fuori catalogo; tuttavia in attesa che si possa riacquistare in libreria, lo potete trovare online. Molti gli artisti cui s’ispira; da Magritte a Escher da Arcimboldo ai Bestiari Fantastici, ma forse i più grandi ispiratori per quest’artista nato in Inghilterra più di ottanta anni fa, sono i Surrealisti con il loro modo istrionico e provocatorio di rappresentare la realtà e le sue pieghe immaginifiche

Immagina ci mette di fronte non solo al gioco del mischiare i volti creando facce di ogni tipo (come Messenger aveva già fatto nel bellissimo Making Faces  pubblicato in UK nel 1992, in Italia nel 1994 da Franco Cosimo Panini; oggi introvabile) o dell’aprire finestre per scoprire cosa “c’è dietro”, ma crea immagini surreali di oggetti impossibili o inutili, come la scala senza pioli o la teiera senza beccuccio e provocatoriamente ti fa notare che non potresti salire o bere, lasciandoti però in sospeso la domanda: Cosa farne?  

È nel tentativo di rispondere, che c’è tutto il gioco dell’artista inglese.


I comuni giochi tipo “Trova le differenze” o “Quanti giganti (o draghi o…) vedi?” diventano con Messenger un immergersi in immagini piene e narranti. Mille le storie che si snodano tra le pagine e tra le pieghe del libro, mille i personaggi. E non basta perché ogni pagina ha in alto un quadrato con piccolo gioco, un enigma da risolvere.

Un libro che si guarda, si legge e si riguarda e che racconta e nasconde tante storie.

Di quest’artista britannico White Star Edizioni ha portato in Italia altre due opere che meritano di essere lette e giocate e in cui vale la pena immergersi. 

Surreale e misterioso è Il Paese che non c’è (2), in cui Messenger finge di essersi casualmente imbattuto in un’isola vagante e, affascinato, l’aveva esplorata.

Come non tornare con il pensiero allo strabiliante I meravigliosi animali di Stranalandia (3) di Stefano Benni e  Pirro Cuniberti? Come i professori Kunbertus e Lupus, Messenger casualmente s’imbatte in un’isola che vaga sugli oceani. L’isola è popolata da esseri viventi fantastici e strabilianti.

Ciò che rende unica la narrazione di Messenger è che questa avviene attraverso la parola, la parte iconica e la parte di cartotecnica che ci invita a scoprire l’isola aprendo finestrelle srotolando pagine e girando ruote di carta, spingendo il nostro immaginario a giocare.

Affascinante anche Alfabeto d’autore(4), in cui l’artista gioca con le immagini delle lettere dell’alfabeto. Le lettere non sono inventate, ma come trovate in natura o per la strada; sono corde attorcigliate, attrezzi e foglie.

Ancora una volta non posso fare almeno di connessioni e mi viene in mente The quick brown fox jumps over a lazy dog di Roberto Beretta (5) e Andreu Llorens, il cui titolo in inglese è un famoso pangramma, cioè una frase, la più corta possibile e di senso compiuto, che usi tutte le lettere dell’alfabeto. Il libro di Beretta e Llorens è un libro fotografico; I due artisti, hanno fotografato oggetti, strutture, segnali stradali e arredi urbani nei quali si nascondono le 26 lettere dell’alfabeto. La bellezza di questo lavoro sta nel fatto che, come dice lo stesso Beretta, queste lettere non urlano per essere viste, ma si affacciano nella realtà, quasi nascoste. Casuali ci chiamano. Sta a noi vederle.

Se il libro fotografico di Beretta e Llorens affascina e ci invita a scoprire e cercare lettere e/o forme nella realtà che ci circonda, Alfabeto d’autore di Messenger, ci sollecita a inventare forme narranti. Ancora una volta l’artista riesce a raccontare con le immagini.

Chi ha scritto la lettera? Chi l’ha ricevuta? È una lettera?

Infine, nonostante sia di difficile reperibilità (si trova usato, online oppure in biblioteca), non posso non citare Making faces ( DK Publishing, 1992), perché sebbene oggi di libri così se ne trovino molti, l’inventiva, il gioco e la capacità narrativa di Messenger meritano uno sguardo in più

Otto volti (moltiplicati per due, perché a sinistra abbiamo lo stesso volto di profilo) già di per se poco canonici in cui ritroviamo i surrealisti e Magritte; cappelli e acconciature nelle quali si nascondono pesci, biglietti e serpenti, sfondi con nuvole  colonne e farfalle; una nota speciale la meritano le bocche.

A mio parer un libro straordinario, inquietante e immaginifico.

Come sempre mi pongo il problema di come tracciare un percorso per permettere al lettore contemporaneo, distratto e pluriconnesso (non necessariamente o soltanto un bambino o ragazzo ), di sostare nel libro. Di fermarsi nella storia. Trovare se stesso tra le pieghe dell’Isola…..  o in un qualsiasi giardino segreto. E allora propongo mille varianti di ciò che facevo da bambina o da ragazza quando leggevo. I giochi immaginifici, le improbabili scritture, la ricerca sulle mappe delle città dei luoghi della storia (lo faccio ancora oggi!).

Per questo motivo, amo proporre attività. Per fermarci a giocare con l’autore e con la storia.

Inventare un Bestiario Fantastico (o un bosco).

Se chiediamo a un bambino di inventare degli animali fantastici, molto probabilmente vi riempirà un blocco da disegno. E va bene così. Potreste iniziare dal blocco per scegliere (secondo caratteristiche che decidete insieme: tutti gli animali che carnivori oppure che volano … e così via) e inventare una storia, inserendo, o no, alcuni degli altri.

Un modo strutturato che permette, a chiunque bambino o no, di aggiungere creatività a creatività è quello di darsi delle regole:

  • Taglia da giornali e riviste ma anche da vecchie enciclopedie fotografie di animali che poi taglierai ulteriormente, avrai così: teste, corpi, zampe, corni, ali …
  • Mischia tutte le immagini. Se preferisci puoi dividere le steste dalle zampe dalle ali e così via; scegli tu.
  • Pesca o fai pescare a caso (copri con un telo).
  • Inizia a costruire il tuo bestiario fantastico. Aggiungi caratteristiche, descrivi come si muove, cosa mangia, che verso fa, come si riproduce.

Questo gioco-attività, puoi farla anche con gli alberi e le piante in genere; ti consiglio di usare un catalogo di giardinaggio e fotografie di alberi prese dalle riviste. Amo particolarmente questa versione. È bello immaginare di salire su un albero fantastico.  

NOTE:

  1. Norman Messenger, Immagina, traduzione di Gabriella Tonoli, WhiteStar, 2014.
  2. Norman Messenger, L’isola che non c’è, traduzione di Roberta Ritrovato (Rossotto Editing, Torino)  WhiteStar, 2017.
  3. Stefano Benni – Pirro Cuniberti, I meravigliosi animali di Stranalandia, Feltrinelli 1984 (rieditato più volte; ancora in commercio).
  4. Norman Messenger, Alfabeto d’autore, WhiteStar, 2016
  5. Roberto Beretta – Andreu Llorens, The quick brown fox jumps over a lazy dog, Corraini, 2008.

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