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Le rondini da quassù

Spesso mi chiedo cosa pensino gli animali. Spesso penso che ciò che noi viviamo e nominiamo in un certo modo, gli animali lo vivono in maniera diversa. Lo so che è ovvio, però è una cosa che mi stupisce sempre e mi fa tenerezza.

È questo che fanno le due rondini protagoniste di da quassù, scritto da Cristina Caboni, illustrato da Flavia Cuddemi, edito da Edizione Noarte Paese Museo, in quest’albo poetico e pieno di vento:

ci raccontano la loro San Sperate.

È primavera e, come sempre, le rondini migrano; dall’Africa si spostano verso l’Europa, arrivando anche nel nostro Paese. Due, tra le tante, stanno sorvolando la Sardegna e una dice che lei è arrivata, si fermerà lì. L’altra le chiede perché proprio lì. La rondine risponde che quello è un luogo che la affascina perché i muri delle case sono pieni di colore e colori e di figure e di storie dipinte. Poi ci sono le pietre che suonano. La rondine è incuriosita è segue la compagna alla scoperta di questo straordinario luogo.

Si chiama San Sperate, anche se le due rondini non lo sanno (per loro è il paese colorato) e da più di cinquanta anni è un Paese Museo. È la rondine che ci racconta questa storia di arte, collaborazione, creatività e rinascita. Un po’ più di cinquant’anni fa un gruppo di persone cominciò a dipingere i muri delle case.  Allora le case di San Sperate erano fatte di fango e paglia. Volendole abbellire, adulti e bambini li imbiancarono e poi cominciarono a dipingerli. Cominciarono ad arrivare artisti da lontano; la voce si diffuse e ne arrivarono altri da sempre più lontano.  Realizzarono più di duecento murales fatti d’immagini e scritte in tante lingue diverse. Artisti da tutto il mondo e abitanti di San Sperate crearono una comunità che produceva bellezza. Ognuno partecipava come poteva. Chi dipingeva, chi disegnava, e chi cucinava per tutti. Piace alla rondine questa comunità che ricorda lo stormo che riesce a coprire lunghe distanze perché compatto.

Un albo bellissimo e poetico che racconta una storia importante. Ce ne vorrebbero di più di libri come questi! Libri che raccontano poeticamente le tante storie belle di questo nostro Paese pieno di artisti della parola e delle immagini, contastorie e burattinai, pittori, scultori e musicisti.

Tanta bellezza che a volte dimentichiamo.

È bella la storia di San Sperate perché ci ricorda che insieme possiamo fare molto. Non importa quanto grigio possa esserci introno a noi, fino a che ci sarà qualcuno con colori e pennelli, potremmo sempre rinascere. L’albo è una delle tante bellissime produzioni questo straordinario Paese Museo che ogni anno ospita artisti e viandanti.

Scritto da Cristina Caboni, poeticamente con un andamento lento e cadenzato da piccole narrazioni che raccontano senza voler per forza spiegare tutto, l’albo è illustrato dagli splendidi acquarelli di Flavia Cuddemi. Accompagnano, raccontano, completano e ampliano, gli acquarelli di Cuddemi. C’è il vento nella sua narrazione visiva, ci sono mani, colori e suoni. Mai chiassosi. Sempre caldi e accoglienti.

Flavia Cuddemi, figlia di un’altra isola del nostro mare Mediterraneo, è risultata vincitrice del Premio di Illustrazione Editoriale “SansperArte Paese Museo”, un concorso internazionale al quale hanno partecipato più di cento artisti.

L’albo è dedicato a tutti quei giovani che nel 1968 sono stati protagonisti di quella rivoluzione culturale che ha fatto di San Sperate il Paese Museo che è oggi, ma soprattutto ha detto a tutti che si può fare. Si può creare bellezza e arte anche fuori dai musei di mattoni, unendo artisti, artigiani, semplici cittadini e musicisti. da quassù ricorda e rende onore anche a Pinuccio Sciola (1942-2016), l’uomo che suonava le pietre. Cercate le sue opere perché fanno bene al cuore ( www.fondazionesciola.it).

Leggetelo quest’albo, portato nelle scuole.  Raccontate ai bambini e ai ragazzi che possiamo tornare  a colorare le nostre strade. È un loro diritto.

Cristina Caboni, da quassù, illustrazioni di Flavia Cuddemi, Edizione Noarte Paese Museo, 2021.

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