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Ninna no ovvero le storie negli oggetti

Ninna no ovvero le storie negli oggetti

Tra qualche giorno tornerò a incontrare le educatrici di un nido e con loro anche i genitori dei bimbi; l’obiettivo è portare a far vedere letteratura di qualità per i piccolissimi e dialogare insieme sull’importanza della lettura ad alta voce fin dai primi mesi.

Tra i tanti libri selezionati che riempiranno la mia ormai famosa valigia, ci sarà questo!

Chiara Carminati-Massimiliano Tappari, Ninna no, Lapis Edizioni

Un libro perfetto. Un libro che ho amato ancor prima di averlo letto, per le sue illustrazioni fotografiche.

Chi mi conosce, sa che amo leggere storie tra le crepe dei muri, le pieghe delle stoffe e negli scolapasta,  l’opera di Massimiliano Tappari rispecchia in toto il mio sentire.

Le immagini fotografiche di Tapari, qui, come già in A fior di pelle (1), sono splendidamente accompagnate dalla parola poetica di Chiara Carminati che, con sensibilità e maestria, dà voce ai volti nelle foglie e agli occhi nelle bucce di agrumi.  Carminati riesce a raccontare la nanna attraverso le parole quotidiane del bambino facendone poesie e lasciando che le immagini raccontino, raccontandole. Un libro perfetto, dicevo, anche perché propone al bambino un gioco a lui (o lei) consueto. La potenza immaginifica del pensiero bambino trova in questo libro la sua realizzazione. La parola poetica nutre l’immaginario. L’immagine fotografica alimenta la fantastica del bambino. Le due cose insieme lo cullano e lo accompagnano nel sonno. Ripeto: un libro perfetto.

Tanto perfetto che oltre a proporlo ai genitori e alle educatrici del nido, lo porterò negli incontri con i ragazzi della scuola primaria e secondaria e con le /gli insegnati. Innanzi tutto perché la parola poetica è tale anche quando si tratta di ninnananne e quindi apre la mente esattamente come qualsiasi altra poesia e poi perché certo non mi lascio sfuggire l’occasione, ancora una volta, di parlare e gettare semi circa la  possibilità di creare storie per scriverle,  immaginarle, sognarle e raccontarle, nutrendo così il nostro canale delle storie occluso da mille nozioni/informazioni.

Ai genitori del nido e alle educatrici proporrò di lasciare i bambini giocare con oggetti quotidiani, se già non lo fanno.  Ogni tanto (non spessissimo per lasciare il bambino a creare in autonomia) proporre dei personaggi, giocando loro stessi con gli oggetti, e dargli voce.

Tour Eiffel da Massimiliano Tappari
Oooh! Inventario di fotografia

Massimiliano Tappari,
Oooh! Inventario di fotografia

Ai bambini e ai ragazzi più grandi, insieme a questo libro proporrei:

Alessandro Sanna – Massimiliano Tappari, Miramuri, terre Di mezzo 2015)



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Massimiliano Tappari, Oooh! Inventario di fotografia, Corraini, 2008:

Massimiliano Tappari, Coffee break, Corraini, 2015:




Suggerirei loro di giocare con oggetti, crepe e buchi:

  • Fotografare crepe e buchi nei muri e inventarci storie.
  • Fotografare crepe e buchi, stampare la fotografia e provare a creare un’immagine come hanno fatto Tappari e Sanna in Miramuri
  • Fotografare oggetti quotidiani da prospettive inconsuete (molto vicino, da sotto) e inventare personaggi e/o storie.

Chiara Carminati – Massimiliano Tappari, Ninna no, Lapis, 2019

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