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Girandolando incontro Pinocchio al Teatro Mongiovino

Girandolando incontro Pinocchio al Teatro Mongiovino

Ho deciso di riprendere ad andare a teatro con una certa frequenza.

Nella mia adolescenza sono stata una consumatrice seriale di spettacoli. Prendevo i biglietti scontati a scuola e andavo. Ho visto molto! Da Vittorio Gassman a Glauco Mauri, passando per le regie di Vasilicò. Poi durante gli anni dell’università, tanto teatro sperimentale. Era la seconda metà degli anni ottanta e compagnie come Raffaello Sanzio e i Magazzini imperversavano. Poi ho cominciato a lavorarci in teatro e mi sono dedicata quasi subito  Teatro Ragazzi. Il Teatro Ragazzi, considerato un po’ la Cenerentola dei teatranti, in realtà è un teatro di grande sperimentazione. E’ un teatro che ha un pubblico sempre nuovo, poco tradizionale e che muta ad una velocità sorprendente. In Italia abbiamo grandi Compagnie sia nel teatro di Figura (marionette, burattini, pupi, ombre…) che nel teatro d’attore che sperimentano, mischiano gli stili e le tecniche, rinnovano la tradizione attingendo ad un repertorio enorme che va dalla favolistica all’opera. Peccato che non se ne parli abbastanza!

La Compagnia delle Marionette degli Accettella è una di queste Compagnie. La maggior parte dei romani della mia generazione è andata almeno una volta al teatro che avevano vicino al Pantheon. Fondata nella seconda metà degli anni quaranta da Ennio e Maria Accettella, oggi è portata avanti da  i nipoti Alessandro e Giulio.

In questi giorni sul palcoscenico del Teatro Mongiovino (che gli Accettella gestiscono dagli anni ottanta) va in scena Pinocchio in Pinocchio. Ho deciso di andarlo a vedere e siccome sono dell’idea che a Roma ci si muove meglio a piedi, parto dalla zona Tuscolana e  tagliando per Parco degli Scipioni arrivo sulla Cristoforo Colombo qui prendo un autobus a volo e con quattro fermate arrivo.

Mi piace il Teatro Mongiovino, sembra una casa magica tra le case del quartiere Garbatella, poggiata lì per caso.

Entro, faccio il biglietto e mi siedo. Di lì a poco si spengono le luci.

E’ bello questo Pinocchio in Pinocchio del Teatro delle Marionette degli Accettella, che  replicherà l’8 e il 9 ottobre, in entrambi i casi alle 16,30, presso Il Teatro Mongiovino, Via Genocchi, 15 Roma: http://www.accettellateatro.it/

Bello perché si rifà al romanzo di Collodi e non alle interpretazioni seguenti.

Sono molto legata a Le Avventure di Pinocchio e spesso l’ho messo in scena con i bambini, divertendoci a ricreare l’Italia dell’epoca, con abiti e ambientazioni. Pinocchio è un personaggio che amo particolarmente, perché rappresenta  la fatica di crescere, il voler fare “la cosa giusta” e immancabilmente, per ingenuità, sbagliare.

Molti hanno interpretano Le avventure di Pinocchio come un romanzo sulle bugie e sulle marachelle  del protagonista punite da una società  autoritaria e patriarcale. Non ho ancora affrontato uno studio approfondito e quindi per ora non mi soffermo su questo punto. Solo una cosa ci tengo a far notare: in tutto il romanzo a Pinocchio solo una volta si allunga il naso e la Fata lo sgrida per le bugie ed è nella famosa scena della medicina amara e dell’arrivo dei conigli con la bara. Per il resto Pinocchio non viene punito, semplicemente finisce nei pasticci perché ne combina di tutti i colori, è sprovveduto e si fida di chi non dovrebbe.

 

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E’bello questo Pinocchio in Pinocchio perché del romanzo mantiene il linguaggio e la struttura, non rinunciando ad un italiano “difficile” (per fortuna!) pur  rivolgendosi a bambini tra i 3 e i 7 anni.

C’è veramente tutto della storia de “Le Avventure di Pinocchio” . C’è la voglia di Pinocchio di rispondere alle aspettative di Geppetto con quel suo promettere e fare buoni propositi. C’è il non riuscire a mantenere perché la curiosità e inesperienza lo portano a fidarsi di chiunque prometta vita facile e divertimento.

Accanto alla tradizione della storia, un teatro di ricerca che ancora oggi mostra la sua modernità. Messo in scena per la prima volta nel  1978, come ci racconta Alessandro Accettella, regista e marionettista, l’opera non ha affatto perso la sua grinta.

Le marionette sono quelle originali degli anni settata, scolpite dal Maestro Ferdinando Codognotto (https://www.ferdinandocodognotto.com/)e le voci dei personaggi sono le voci di famosi doppiatori ed attori.

 

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Interessanti sono la figura del grillo, quasi un’ombra luminosa dalla voce inquietantemente metallica e l’utilizzo delle ombre per la scena del pescecane.

Le marionette sono mosse a vista dai marionettisti ed io rimango stregata anche dalla danza delle mani che muovono i fili.

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La stagione del Teatro Mongiovino, continua fino a maggio inoltrato, con molte proposte anche per ragazzi fino a 11 anni. Potete trovare il programma sul sito http://www.accettellateatro.it/

 

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