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Piroette tra foglie e poesia

Piroette tra foglie e poesia

Aspettavo questo libro. Un po’ l’ho anche visto nascere. Da qualche anno seguo il lavoro di Marianna Balducci (http://mariannabalducci.it/) che reputo un’artista eclettica ed errante. I suoi lavori sono stimolanti e capaci di accendere mille connessioni neuronali. Avevo visto “Il ballo delle foglie”, selezionato a Lucca Junior nel 2017, qualche anno fa e mi aveva affascinata, tanto da scriverne. Ecco la cartolina che riproduce l’opera:

Io sono foglia nasce da quest’illustrazione, messa in poesia con le parole evocative di Angelo Mozzillo.  

Il libro è un insieme straordinario di poesia scritta e illustrata, di stimoli per il gioco e per l’invenzione. È sguardo divergente che permette a corpo e movimento di entrare in contatto con le parole, nutrendole e nutrendosi.

Protagonista di  Io sono foglia è ognuno di noi, ogni giorno e più volte al giorno. Ci alziamo la mattina e ci sembra di poter fare di tutto, poi durante la giornata ci assalgono i dubbi, poi torniamo euforici e combattivi.

A volte siamo chiacchierini, altre silenziosi.

Noi, come i bambini cui il libro è rivolto, abbiamo i nostri mille stati d’animo che a volte si mischiano e fanno a botte, altre danzano insieme, altre ancora si susseguono nella giornata lasciandoci stanchi e nervosi. Spossati.

Riconoscerli, dargli corpo e voce, è fondamentale per convivere con gli altri e con se stessi.

Io sono foglia è poesia visiva e di suono e ci racconta chi siamo.

Le parole e le illustrazioni piroettano e suscitano riflessioni che aiutano il bambino a capirsi e a capirci.  Sarebbe sbagliato pensare che Io sono foglia sia un libro sulle emozioni (peraltro l’ennesimo!).  Mozzillo e Balducci vanno oltre, offrendoci poesie che narrano stati d’animo, moti dell’animo che ogni giorno ci attraversano e che attraversiamo, come dice Beniamino Sidoti (1).

Io sono foglia è un’ottima occasione per aiutare i bambini (e gli adulti) a raccontarsi, soprattutto in questa difficile ripresa di anno scolastico.

Siamo alle porte di un anno scolastico che si preannuncia difficile e tutto da inventare, ecco qualche attività da fare per permettere ai bambini di sostare nelle immagine e nelle parole e trovarsi.

L’illustrazione che fa da copertina, che è per l’appunto “Il ballo delle foglie”, mi ha ispirato un gioco/attività che ho fatto con i bambini:

  • Ho chiesto loro di portare delle foglie gialle.
  • Ne ho portate anch’io.
  • Ci abbiamo giocato imitandone le forme.
  • Abbiamo immaginato personaggi e voci.
  • Abbiamo immaginato storie.

Se credete che sia meglio evitare di portare le foglie in classe potreste:

  •  Cercare in rete foto di foglie gialle e, usando la LIM, mostratele ai bambini (se non potete usare la LIM, stampatele in A3, plastificatele e dureranno anni!), spronandoli da seduti (o in piedi, ma al banco per rispettare le distanze) a prendere la forma della foglia, emettendo un suono per vedere come esce la voce in quella posizione (la voce cambia quando assumiamo posizioni “strane”).
  • Chiedete ai bambini che personaggio immaginano in quella posizione. Che cosa fa? Chi è?

(Piccola nota: certamente quest’attività sarebbe molto più bella ed emozionante poterla fare prendendo la forma di una foglia e danzando insieme, incrociandoci, abbracciandoci, cadendo e rotolando. Il fatto che ora non si possa è frustrante, ma da (ex) teatrante vi invito a spronare i bambini a usare le limitazioni come uno stimolo ad attivare altre competenze e talenti, cosa che probabilmente faranno da soli, dopo un primo momento di perplessità)

Un’attività che faccio spesso è quella di usare le forme attivatori [devo questa definizione aJenny Poletti Riz (2)].

La forma attivatore è una qualsiasi forma che proponiamo ai bambini e ai ragazzi (ma che possiamo usare anche noi, nei nostri momenti di riflessione e scrittura) con lo scopo di attivare riflessioni, stimolare idee e provocare pensieri. La forma ha a che fare con ciò di cui stiamo parlando o con un libro letto. Nel caso specifico disegnate su un foglio di carta da pacchi una bella immagine di una foglia accartocciata ed ecco la vostra forma attivatore. Chiedete ai bambini che cosa pensano di quanto letto, specificate che possono dire quello che vogliono. È importante che sappiano che non esiste la cosa giusta da dire ma che ognuno può esprimersi liberamente.

Se avete la possibilità di stare fuori, sfruttate questa quest’opportunità per:

  • Raccogliere e osservare le foglie.
  • Giocare a prendere le forme delle foglie.
  • Improvvisare una danza/movimento su le forme.
  • Dare voce alle forme che così diventano personaggio.
  • Sedetevi e raccontatevi come immaginate i personaggi.
  • Cercate la storia che quei personaggi stanno narrando.

Come sempre, se potete, riprendete il tutto per raccogliere idee e spunti.

NOTE BIBLIOGRAFICHE:

  1. Beniamino Sidoti, Stati d’animo, Rrose Sélavy, 2017
  2. Jenny Poletti Riz, Scrittori si diventa, Erickson, 2017

Angelo Mozzillo- Marianna Balducci, Io sono foglia, Bacchilega Junior, 2020

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