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Storie di alberi e alberi nelle storie.

Il 21 Novembre è la Giornata Nazionale degli alberi e io, come lo scorso anno, pianterò dei semi su invito di Emilio Bertoncini (https://www.facebook.com/events/267942553922974/permalink/425708968146331/ ). Mi sono sempre piaciuti gli alberi. Mi affascinano. Anche se scientificamente contestato, per me gli alberi “parlano” e sono strettamente legati all’umanità; non li voglio umanizzare, come non umanizzo gli animali, ritengo solo che la natura viva, comunichi in varie maniere e che imparare ad ascoltarla, anche decentrandoci, non ci può che giovare. Sono peraltro in ottima compagnia, dato che studi relativamente recenti attestano che le piante “si spostano”, hanno una vita “sociale” e si aiutano: https://www.corriere.it/cronache/19_giugno_30/stefano-mancuso-vita-segreta-piante-per-sopravvivere-si-spostano-a8751c24-9a6c-11e9-8fdd-d4f7eb4bd62c.shtml; https://it.wikipedia.org/wiki/Neurobiologia_vegetale)

L’albero è un patrimonio dell’umanità non solo per la sua valenza biologica e la sua funzione all’interno della vita del Pianeta, ma anche per il valore simbolico. Un tempo gli alberi erano considerati espressione del divino e a ogni albero erano attribuite funzioni particolari.

L’albero è presente in quasi tutte le culture, religioni, miti e leggende popolari. L’Albero della Vita è stato posto da Dio nell’Eden insieme all’Albero del bene e del Male. L’albero è un riparo sotto il quale pensare e dialogare per Socrate. All’ombra di un mango meditava Buddha. Fatta di quercia era la prua di Argò “la rapida”, la nave degli Argonauti. Molti sono i personaggi trasformati in alberi nella mitologia greca. La quercia è sacra per i Celti così come il rovere e il nocciolo; i frutti di quest’ultimo erano considerati il simbolo della saggezza per il loro guscio duro e tenace, capace di resistere impassibile alle debolezze umane. Il nocciolo è anche la pianta di cui Cenerentola chiede un rametto  al padre. Rametto che lei pianterà sulla tomba della madre e che, una volta divenuto albero, offrirà riparo all’uccellino da cui riceverà ciò che le serve per recarsi al famoso ballo. Dietro un albero di nocciolo si rifugiò la Madonna per sfuggire a una serpe e i rami di quest’albero sono usati per scacciare le serpi. Gli alberi sono Fratelli Saggi per i Nativi Americani e su l’albero sale lo sciamano per essere in contatto, attraverso le radici, con le profondità della terra e, attraverso i rami, con il cielo infinito. Cristo è Sole e Albero. Secondo la mitologia nordica al centro della terra c’è Yggdrasil, L’Albero, che con i suoi rami sorregge la volta celeste e le cui radici affondano nelle profondità degli inferi.

Un tempo quando la Terra ferma era ricoperta di alberi, foreste e boschi, il bosco rappresentava un luogo avvolto nel mistero; luogo di morte ma anche di vita; nel bosco ci si perde e si può essere sbranati, ma rappresenta anche un luogo, dove raccogliere radici e frutta per alimentarsi e cacciare. Il bosco è vita e morte.

È per questa sua valenza simbolica fortissima che nei libri per bambini e ragazzi, l’albero torna prepotentemente.  Sarebbe molto interessante fare uno studio approfondito su L’albero nella letteratura per bambini e ragazzi. Che io sappia non è stato fatto.

L’albero è presente con ruolo di metafora o come simbolo. E’ luogo di rifugio. Ha il valore iniziatico di passaggio. E’ luogo su cui arrampicarsi per vedere oltre.  E’ amico. E’ nemico. È radici. Legame con le proprie radici è indubbiamente il ciliegio di Mio nonno era un ciliegio (1).

In questo bellissimo romanzo, l’albero è memoria, riparo, fonte di cibo e luogo di giochi. Il ciliegio è passaggio di testimone dal nonno al nipote e da quest’ultimo alla sorellina appena nata; è condivisione di segreti. Il ciliegio è il luogo in cui si è stessi e ci si ritrova.

In molti casi l’albero nella letteratura per ragazzi, rappresenta il luogo che consente di prendere le distanze dagli adulti che non comprendono e vogliono dettare regole. L’albero come presa di distanza dalle convenzioni (2).

Se Will, la protagonista di Capriole sotto il temporale (3) sale su gli alberi per sfuggire ai servizi sociali che vorrebbero mandarla a scuola, Mina in La Storia di Mina (4) fa degli alberi la sua scuola.

L’albero per Mina è casa. Si arrampica senza problemi. E’ un pensatoio. E’ il luogo dove progetta le sue “attività straordinarie” (5) che la portano a vivere la vita con pienezza e a sentirla.

Osservatrice attenta e sensibile, Mina studia il mondo, Dio, gli uccelli e la vita e ne scrive stando cavalcioni su un albero.

Will la selvatica dai capelli lunghi e arruffati si nasconde tra i rami e si lega per non cascare mentre dorme, Mina porta su i rami carta e penna e scrive del mondo, regalandoci infiniti stimoli. Mina “sentimenta” come scrisse Valeria Disabato su https://www.qualcunoconcuicorrere.org/:


<<Lei non dice, ma “sentimenta”, parla attraverso gli uccelli e gli occhi, attraverso la faccia e gli alberi>>. (6)

 Mina sentimenta perché è natura ed emozioni. Ha bisogno del rapporto con gli alberi. 

Salgono sull’albero Aglaia e l’adulta Bianca in La casa sull’albero di Bianca Pitzorno (7).

La fantasia galoppante e un po’ irriverente (tanto che i soliti critici benpensanti storsero il naso davanti all’ennesima storia di “ragazze libere”) (8) della Pitzorno ci racconta un albero surreale e dai mille innesti tanto che è possibile mangiarne qualsiasi frutto. Un serraglio di animali e umani si stabilisce sull’albero delle due amiche. Perché, ancora una volta, salire sull’albero vuol dire uscire dal mondo delle regole adulte e allora tutto può succedere anche che una gatta impari a suonare il flauto, una cagna voli e cinguetti, dei neonati si esprimano in poesia.

Nascosta tra le foglie, è la casa dei due protagonisti, in L’estate delle cicale (9). Amicizia, gioco e selvatichezza. L’albero è testimone silenzioso di storie e sogni.  Il tempo passa e sull’albero non si sale più. Ci saranno altri bambini che lo faranno.

L’albero è co-protagonista in uno dei libri whithout words che più amo: Mandana Sadat in Oltre l’albero (10). Una bimba gioca felice in un bosco. Non ha paura, le piace la natura infatti guarda gioiosa verso le alte chiome degli alberi di cui noi vediamo solo i tronchi.

Nel bosco c’è una casa dalle finestre illuminate. La bambina è incuriosita. Nel suo sguardo c’è stupore ma anche diffidenza. Si avvicina alla casa e guarda dentro.  Vede un volto di vecchia, ne è spaventata (sul perché ognuno può fare le sue considerazioni. I bambini cui ho mostrato il libro hanno tratto le loro conclusioni e fatto le loro ipotesi). Scappa e si rifugia dietro un albero sperando di non essere vista. La vecchia esce dalla casa e va verso la bambina, si siede dall’altra parte dell’albero e inizia a narrare. La pianta che era separazione e rifugio diventa mediatrice, tanto che la bambina, uscirà dal suo nascondiglio incuriosita dalle parole della vecchia.  In Oltre l’albero troviamo l’albero come rifugio/protezione; il bosco è gioco e bellezza ma anche pericolo e incertezza.

Questo piccolo excursus intorno a storie di alberi è lungi dall’essere esaustivo; esistono tantissimi albi e romanzi. Esistono svariate declinazioni dell’argomento.

Tornerò su quest’argomento!

Ora che avete letto o visto, storie di alberi, ecco alcune attività per cercare di ritrovare l’homo/Phoemina radix che è in noi e quindi lasciare che i bambini siano puer radix (11). In genere non indico l’età per i giochi o le attività, ma in questo caso lo ritengo necessario.

Troverete quindi tra parentesi l’età che, a mio parere, è più indicata.

Cercatore di alberi: (+5) Tiziano Fratus nel suo bellissimo Homo Radix, appunti per cercatore di alberi (12) mi ha ispirato quest’attività. Uscite con i vostri ragazzi e individuate nel vostro quartiere/ zona o in qualche giardino/parco pubblico, degli alberi particolarmente imponenti cioè che non siano evidentemente stati piantati recentemente e cercate di scoprire la loro storia; vi potete rivolgere all’Ufficio Verde Pubblico o a L’Ente Giardini oppure chiedere a cittadini e negozianti; adottate l’albero, curandolo in accordo con personale specializzato, scrivendo la sua storia e diffondendola tra gli abitanti della zona, disegnandolo, fotografandolo…

La storia degli alberi (+11): molti alberi hanno una storia, fatta di interventi umani antichissimi, affinché i frutti siano di più e più mangiabili, di migrazione dovuta al vento o al trasporto umano. Alcuni alberi sono stati considerati sacri e li ritroviamo nei Libri Sacri, nelle Fiabe e nell’arte. Provate insieme a ricostruire la storia di questi alberi; vi consiglio di procedere così:

  • Individuate voi degli alberi in particolare. Il nocciolo e  il melo ad esempio sono molto presenti nella mitologia cristiana e li ritroviamo nella fiaba.
  • Preparate una mini-lezione raccontando un po’ di cose e proponete ai bambini ragazzi di fare delle ricerche (se possibile usate una LIM; le immagini degli alberi sono evocative!)
  • Dividete il gruppo grande in piccoli gruppi (tre/quattro ragazzi) e fate scegliere loro di quale albero occuparsi, invitateli a fare ricerca usando internet, libri e raccogliendo quando possibile racconti.
  • Coinvolgeteli in una riscrittura di quanto raccolto e invitate a illustrare con disegni e fotografie.

Disegno gli alberi (+7): partite da Munari (13) per destrutturare alcuni stereotipi su come si disegna l’albero. Cercate in rete come disegnare e/o rappresentare un albero (14):

  • Mostrate ai bambini vari modi di rappresentare un albero.
  • Fate loro scegliere la tecnica che preferiscono.
  • Date loro almeno due sessioni di mezz’ora.
  • Ora avete uno splendido bosco, pronto per avventure e storie.

Frottage della corteccia (+3)quest’attività si può fare anche con i piccolissimi; splendido sarebbe farla durante una passeggiata in un parco, poggiando il foglio direttamente sul tronco. Valutate voi, in base al gruppo che avete.

  • Consegnate fogli e pastelli a cera o matite colorate (molto meglio i primi).
  • Fate vedere ai bambini, cosa devono fare (se non potete portarli in passeggiata in un bosco, procuratevi dei pezzi di corteccia – raccogliendoli e non staccandoli)
  • Lasciateli fare
  • Date loro tempo
http://(http://win.teleparconord.it/2008/classi/Milano/mi_franceschi1f.htm)

Attribuisco un nome/ creo un legame (+3) per fare quest’attività non c’è bisogno di uscire, anche se sarebbe molto meglio farlo. È sufficiente affacciarsi alla finestra.

  • Individuate un albero insieme ai bambini
  • Dategli un nome.
  • Salutatelo ogni mattina e ogni volta che vi va.
  • raccontategli la storia della vostra classe/ vostro gruppo.
  • Uscite ad abbracciarlo

Pianto un albero (+ 7/+5): coinvolgendo l’Assessorato al Verde Pubblico, verificare se è possibile piantare un albero. Dovrete poi coinvolgere le famiglie o organizzare una raccolta fondi, potreste coinvolgere i negozianti o invitare i bambini a fare piccole rinunce (un pacchetto di figurine a testa sarà sufficiente!) A titolo informativo un piccolo albero costa circa 20/30 euro (ottobre 2019)

Fare una capanna (+5) se avete a disposizione un giardino munitevi di corde e stoffe (io uso vecchie tende, vecchi lenzuoli e teli di vario tipo) datele ai bambini e lasciate loro tutto il tempo che volete/potete.

NOTE E BIBLIOGRAFIA

  1. Angela Nanetti, Mio nonno era un ciliegio, illustrazioni di Anna & Elena Balbusso, Einaudi Ragazzi, 2006 (prima edizione EL 1998).
  2. A tal proposito si legga: Antonio Faeti, La casa sull’albero, Einaudi Ragazzi 1999
  3. Katherine Rundell, Capriole sotto il temporale, traduzione di Mara Pace, Rizzoli, 2018
  4. David Almond, Storia di Mina, Traduzione a cura degli studenti  della scuola di Scuola di specializzazione in traduzione Editoriale TuttoEuropa, Torino-Corso 2009-2010; copertina di Fabian Negrin, Salani, 2011.
  5. Mina si appunta innumerevoli “attività straordinarie” da fare ogni giorno per rimanere in contatto con la vita e i sentimenti, per sentire la vita con ogni senso. Su questo argomento tornerò.
  6. https://www.qualcunoconcuicorrere.org/david-almond-la-storia-di-mina/
  7. Bianca Pitzorno, La casa su l’albero, illustrazioni di Quentin Blake, Mondadori , 1990.
  8. https://web.archive.org/web/20150402102841/http://www.biancapitzorno.it/index.php/mnu-casa-albero
  9. Janna Carioli-Sonia MariaLuce Possentini, L’estate delle Cicale, Bacchilega Junior, 2016.
  10. Mandala sadat, Oltre l’albero, Artebambni, 2004.
  11. Per la definizione di Homo Radix e per approfondire: Tiziano Fratus, Radici in AAVV, Fuori. Suggestioni nell’incontro tra educazione e natura. A cura di Monica Guerra, Franco angeli, 2015.
  12. Tiziano Fratus, Homo Radix, appunti per un cercatore di alberi, Manifattura Torino Poesia, 2010
  13. Bruno Munari, Disegnare un albero, Corraini (prima edizione: Zanichelli, 1978)
  14. Un esempio è questo piccolo tutorial di un albero fatto con il sacchetto di carta del pane come da illustrazione in testa all’articolo: http://pikadillycharm.blogspot.com/2011/11/paper-bag-fall-tree.html

Piccola bibliografia e sitografia per preparavi a lavorare con e su gli alberi:

  • Peter wohlleben, Vita segreta degli alberi, traduzione di Silvia Nerini e Paola Barberis, Macro Edizioni, 2016
  • Jonathan Drori, il giro del mondo in 80 alberi, traduzione di Lucia Corradini, illustrazioni di Lucille Clerc, L’ippocampo, 2018.
  • Jacques Brosse, Mitologia degli alberi, traduzione di Gioa Angiolillo Zannino, BUR 1994
  • https://antimopalumbodiariodibordo.wordpress.com/

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