Claudia Mencaroni

A volte ci sembra che l’ordine e il controllo sul mondo ci mettano al sicuro. A volte pensiamo che se tappiamo le buche, non cadremo, se tagliamo i rami, non sbatteremo la testa. Ma non è così. Quello che perdiamo è infinitamente più importante di ciò che pensiamo di ottenere. L’ordine e il decoro sono parole astratte e molto spesso pericolose. Ce lo racconta poeticamente Claudia Mencaroni in Nel regno di Nientepopodimenoché, illustrato da Serena Mabilia e editato da VerbaVolant.

Il re Primaditutto, dopo un lungo sonno, per rimettere in sesto il regno nel quale, a suo dire, regnava il caos, ordina a i suoi vari contingenti di fare ordine. E così ogni giorno si taglia l’erba, si abbattono alberi, si estirpano rovi, in nome dell’ordine, della pulizia e del decoro. Il figlio del re, il piccolo Cincischia, cerca di far riflettere il genitore e a ogni taglio si contrappone chiedendo dove finiranno tutte le erbe utili e fondamentali alla vita, mentre si estirpa senza criterio e dove si poggeranno a frinire i grilli se i rami sono stati tagliati.

Re Primaditutto non ascolta ragioni e alle proteste del ragazzo contrappone un

<< Sciocchezze, prima di tutto pulizia!>>

Solo quando il regno sarà pulito e lindo, ma incapace di offrire nutrimento di bellezza e poesia ai suoi abitanti che via, via saranno costretti a cercare altrove, Primaditutto e i suoi vari contingenti, capiranno che cosa ha veramente valore.

Costruito con splendidi giochi di cartotecnica, Nientepopodimenoché  è anche uno spazio magico che regala meraviglia a ogni pagina. Quella stessa meraviglia che ci regala una passeggiata senza meta o l’odore delle erbe aromatiche e quello stupore che proviamo nel sentire gli uccelli cantare.

Le illustrazioni di Serena Mabilia raccontano la parole di Mencaroni e offrono spiragli gioco per inventare altre storie. Finestrelle e piccole bustine, foglietti piegati e intarsiati. Un libro che racconta la necessità di uno sguardo diverso, attento al fruscio del vento per il quale serve un albero, capace di capire il valore del profumo delle erbe selvatiche che è pari al suono di un qualsiasi verso di Dante o alla fascinazione dei colori di Raffaello.

Un libro che narra la necessità di proteggere il bello che ci circonda e che racconta il bisogno di (ri)costruire rapporti diversi con il mondo. Con questo piccolo gioiello Mencaroni ci dice ciò che sappiamo da decenni: abbiamo bisogno della bellezza della Terra per sopravvivere. E lo dice con parola poetica e piena usando parola ariose e sonore che si portano dietro i profumi delle erbe e dei fiori. Ogni parola è pensata e studiata, ogni periodo è voluto per raccontare in Mencaroni. Lo si capisce molto bene leggendolo ad alta voce. Lo stile asciutto che non ammette repliche di Primaditutto che ripete quasi le stesse parole ogni volta; le parole luminose di Cincischia e quelle dure, necessarie e piene di poesia di chi Menodiniente.  

Un’attenzione speciale ai nomi dei personaggi ché già quelli raccontano.

Claudia Mencaroni, Nel regno di Nientepopodimenoché, illustrazioni di Serena Mabilia, VerbaVolant Edizioni, 2021

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