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Sara Margherita Cavarero

La valigia è uno di quegli oggetti dal forte potere evocativo. In realtà gli oggetti hanno tutti un potere evocativo soprattutto se decontestualizzati .

La valigia però è uno di quegli oggetti più narranti di altri. Forse il più narrante in assoluto. Perché parla di viaggi e migrazioni, abbandoni e unioni, di lontananze, speranze.

Ecco perché è molto rischioso scrivere di valige. Il pericolo della ridondanza e del cadere nel già sentito è grandissimo.

Tuttavia  Nùria Parera con il suo Storia di una valigia, tradotto daSara Margherita Cavarero  e edito da Beisler Editore,  riesce magistralmente a evitare tutto questo, regalandoci piccole storie che raccontano mondi.

Parera riesce, con racconti di poche righe, a raccontare stralci di vita. Storie che narrano d’incontri, salvataggi, speranze e aspirazioni. E facendo questo ci racconta il Novecento.

Magì, un contadino che vive in una valle dei Pirenei alla fine dell’Ottocento, confeziona una valigia per la figlia che si sposerà di lì a poco. La figlia si trasferirà con il marito vicino al fiume Llobbregat, in uno dei tanti villaggi che nell’Europa dell’epoca sorgevano intorno alle fabbriche tessili che si stavano diffondendo. Agglomerati di case, a volte anonime, dove abitavano le famiglie degli operai. Uomini e donne che lasciano la campagna in vista di una vita migliore. È la Seconda Rivoluzione Industriale.

La valigia rimane sotto il letto di Maria per molto tempo. La vita migliore forse non è arrivata. Il lavoro al telaio e i figli consumano la giovane donna (e guardate come Parera riesce magistralmente a raccontarci tutto questo con poche parole!). Un giorno in paese arriva Salvador, un uomo che porta con sé una “magia”: le immagini che si muovono! È il cinema che sta nascendo e Salvador gira con la sua bicicletta per mostrare a tutti quei primi esperimenti. La borsa che contiene le pellicole si rompe e Maria gli regala la sua bellissima valigia (che difficilmente sarà usata ancora da lei!), Salvatore la riempie di pellicole e continua il suo viaggio.

Nei cento anni che seguiranno, la valigia girerà l’Europa e arriverà anche negli Stati Uniti, assistendo a tutti i grandi cambiamenti sociali ed economici che hanno fatto il Novecento. Un secolo che vedrà ben due Guerre Mondiale, il nascere e il crescere di tremende dittature (che saranno sconfitte) ma anche la nascita di movimenti studenteschi che hanno, inutile negarlo, portato grandi cambiamenti.  Il movimento operaio e le battaglie sociali.

Storia di una Valigia ci racconta l’Europa del Novecento, un’Europa fatta di uomini e donne che migrano per necessità, per curiosità o per amore.

Perché l’uomo è un camminatore e nessuna legge e nessun muro, vero o simbolico, cambieranno mai questa cosa.

Storia di una valigia è la nostra storia. Di noi italiani, della Spagna dove la storia è stata scritta, ma anche di Nafisa una mia giovane amica che viene dal Bangladesh e che sto ospitando.

Mi è piaciuto questo libro, non solo per ciò che racconta (non è il primo e non sarà l’ultimo!) ma per come lo racconta. Una narrazione asciutta e poetica. Sembrerebbe che i due termini siano in contraddizioni ma Nùria Perera riesce con un linguaggio essenziale ma corposo, con l’utilizzo sapiente della punteggiatura a narrare la Storia con piccole storie che sono schizzi di vita. Ovviamente un grande applauso va anche alla traduttrice, Sara Margherita Cavarero, che è riuscita a rendere tutto questo in italiano.

Belle le illustrazioni di Marìa Hergùeta, significanti e narranti. Hergùeta usa la matita a carboncino e un solo (altro) colore, il rosso.

Il rosso del filo con cui Magì cuce la valigia, il rosso dei papaveri, il rosso del sangue versato da chi si ribella alle dittature.

Un bel libro da proporre a chi ama la Storia e le storie.

E per incuriosire i più riottosi, quelli che pensano che “non fa per loro”, potrebbe essere utile fare un gioco/attività che faccia capire come si può raccontare usando gli oggetti e come questo ci riguardi tutti.

Dite ai ragazzi di portare un oggetto che amano. Può essere qualsiasi cosa!

Invitate a raccontare la storia dell’oggetto: com’è arrivato a loro? Chi glielo ha regalato o com’è stato acquistato? Spronateli a cercare la storia dell’oggetto (in questo Internet è molto utile): dove è stato costruito, per esempio. E poi, a immaginare come sia arrivato a loro.

Buon lavoro e buone letture.

Nùria Parera, Storia di una valigia, illustrazioni di Marìa Hergùeta, traduzione di  Sara Margherita Cavarero,  Beisler Editore, 2021.

8 Febbraio 2021

Una valigia piena di storie e di Storia.

La valigia è uno di quegli oggetti dal forte potere evocativo. In realtà gli oggetti hanno tutti un potere evocativo soprattutto se decontestualizzati . La valigia […]