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Tre pinguini sull’Arca (per non parlar della colomba)

Tre pinguini sull’Arca (per non parlar della colomba)

Nel 2010 esce per la casa editrice Rizzoli “L’Arca parte alle otto” (testo di Ulrich Hub, illustrazioni di Jorg Muhle, traduzione di Bérénice Capatti), l’esilarante storia di tre pinguini ( e di una colomba) ai tempi del Diluvio Universale.

Me ne sono innamorata subito e ho cominciato a portarlo nelle scuole, nei vari Progetti Lettura.

In un posto sulla terra dove tutto è ghiaccio e neve e neve e ghiaccio, tre pinguini passano il tempo a litigare e ad interrogarsi sull’esistenza di Dio. Dopo l’ennesimo litigio, arriva la colomba che comunica l’imminente partenza dell’Arca.

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I pinguini si agitano e cominciano a prepararsi. Devono trovare il modo di imbarcarsi tutti e tre.

Già perché sull’Arca potevano salire solo due esponenti per specie! La soluzione che trovano è esilarante.

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Come esilarante sono le varie situazioni nelle quali si trovano i tre pinguini (e la colomba) durante il viaggio.

Insomma è un testo dove si ride molto. Si ride e si pensa, perché “L’Arca parte alle otto” è anche un testo fortemente filosofico.

L’Arca a scuola

In genere,  leggo questo libro nelle classi quarte della primaria e, a parte ridere di gusto con i bambini, il momento più bello e interessante è quando arriviamo a leggere del pinguino che inavvertitamente si siede sulla farfalla, schiacciandola. Il poveretto si giustifica dicendo che “non lo ha fatto a posta”.

Io provoco i bambini chiedendo loro se il pinguino ha ragione. Generalmente la maggior parte dice di sì.

Inizia, così una lunga riflessione su cosa sia la responsabilità. Su cosa voglia dire essere responsabili di quello che si fa.

E’ un momento molto intenso.

La discussione tra i ragazzi si anima.

Quasi sempre le classi si spaccano ed inizia una discussione nella quale io faccio solo da coordinatore, affinché tutti parlino.

La spaccatura è tra quelli che dicono che anche se il pinguino non lo ha fatto apposta, è comunque responsabile e gli altri che dicono che no, il pinguino non lo ha fatto apposta, quindi non ha nessuna responsabilità.

Io li lascio così appesi, a riflettere. Poi la volta dopo raccolgo le loro riflessioni e racconto, molto brevemente, il cammino che ha fatto il Pensiero Umano, proprio riguardo al concetto di responsabilità.

I ragazzi finiscono con l’infilarsi in discussioni di alto livello filosofico.

Si chiedono, se e quando uno è responsabile di ciò che fa.

Qualcuno si domanda se uno è responsabile anche quando “non sa di fare male”. Interessante!! Se lo era chiesto anche Aristotele.  Non gli do una risposta, devono trovarla.

La discussione  diventa particolarmente interessante, quando alcuni ragazzi tirano fuori il discorso dell’imputabilità. Ovviamente non espresso in questi termini.                                                                                                                       Abbiamo discusso a lungo della differenza tra responsabilità e imputabilità ed è stato molto interessante vedere come i bambini, in genere, abbiano un forte senso della giustizia, ma anche poca consapevolezza di che cosa sia la responsabilità

Li ho lasciati così, con le loro domande. Solo una cosa ho detto loro, ovvero che Aristotele ed altri filosofi legavano il concetto di responsabilità a quello di libertà e libero arbitrio. Ovvero che se non si è liberi di scegliere non siamo responsabili moralmente di quello che facciamo. Su questa riflessione in genere parto per parlare di Legalità con le classi quinte, anche perché implica sviscerare il significato di “libertà”

Li lascio così, sperando di ritrovarli in quinta.

Pensa tu, cosa esce da un’esilarante storia di tre pinguini (per non parlar della colomba)!!

 

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