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Uffa devo fare un regalo!

Uffa devo fare un regalo!

Emma Adbåge è di quelle scrittrici e illustratrici capaci di raccontare il mondo infantile.

Come nel recentissimo La buca ( http://storiegirandole.it/a-noi-basta-la-buca/), anche qui è riuscita a rendere il pensiero bambino. Il protagonista di Il Regalo (Beisler Editore, traduzione di Samanta K. Milton Knowles) è un bambino di circa quattro anni colto in quel particolare momento in cui ci si prepara per andare alla festa di compleanno di un compagno di classe.


Già dalla copertina notiamo che qualcosa non va. Nella sua stanza, seduto sul letto, il bambino guarda una scatola che, come da illustrazione sulla stessa, contiene un castello rosso. In terra c’è un castello molto simile, verde.  Ciondola il bimbo, mentre la madre fa altro.  Seduto scompostamente su una poltrona, non sembra felice di andare a una festa. Ci racconta che si è preparato con la mamma e che insieme hanno scritto il biglietto di auguri. Hanno anche comprato il regalo: un bel castello rosso.

<<…proprio come quello che ho io. Il mio però è verde. Verde, brutto e stupido. E che non mi piace più! Il castello rosso è molto più bello>>

Ecco qual è il problema! Il nostro protagonista è macerato dall’invidia per il suo compagno che riceverà un castello nuovo fiammante e rosso!

Più tardi alla festa, che gioia sarà, per il bimbo, scoprire che Frej, il festeggiato, avrebbe voluto un castello verde!

Una sottile gioia nel vederlo scontento!

Una storia semplice che ci fa entrare, come dicevo, nel pensiero bambino, in quell’invidia che ti prende quando un compagno riceve per regalo qualcosa che vorresti tu e alla fine, se non gli piace, sei proprio contento! Perché i bambini non hanno pensieri puri, hanno pensieri e basta. Aiutarli ad accogliere anche i propri “lati oscuri” senza sensi di colpa o inutili perbenismi, vuol dire farne degli adulti più sereni.

Quest’albo, com’è tipico di quest’autrice svedese, ci racconta uno squarcio di vita vera: i bambini sono raccontati e illustrati nella loro realtà senza patine dolciastre, il mondo bambino è raccontato in maniera realistica e non artefatta: la casa del bimbo, ad esempio è un campo di battaglia (chi ha figli, sa di cosa parlo!) e la mamma è una normalissima donna che si veste in fretta e furia senza accostare i colori, la festa è una normale festa con i dolci poggiati sulla credenza, i bambini urlanti e chiassosi e adulti che chiacchierano.

Tante le cose su cui riflettere, prima come adulti e poi da proporre ai bambini con e attraverso domande maieutiche, aprendo una discussione (liberatoria!) su che cosa accade quando un compagno/a (o un fratello/sorella) riceve un regalo che avremmo voluto noi (potete usare le forme attivatore di cui parlo più giù). Raccontate ai bambini di quando è successo a voi (perché vi è successo, lo so!) accogliete i loro racconti e fate questo gioco liberatorio, stando molto attenti a non ammantarlo di moralismo (*)

PER CHI E’ QUESTO REGALO?

Scopo dell’attività è decorare un pacchetto regalo con carta, stoffa, bottoni e tutto ciò che vi viene in mente e poi donarlo.

Date ai bambini:

  • Il disegno di un pacco regalo (vedi immagine sottostante)
  • Pezzetti di carta (io uso vari tipi di carta: giornali, fogli carta colorata, pacchetto regalo -purché con decorazioni astratte tipo: pois, righe, arabeschi- carta paglia, carta velina, vecchie mappe o stradari, vecchi libri, vecchi elenchi telefonici), bottoni, paillettes.
  • Colla
  • Dite loro di immaginare di preparare un regalo, attaccando ciò che preferiscono (la carta c può essere anche piegata o forata).
  • Una volta che tutti i regali sono pronti, raccoglieteli e distribuiteli a caso, ognuno avrà ricevuto un regalo da qualcun altro; se credete, aprite un dibattito: chi pensi ti abbia fatto il regalo? Che cosa pensi/vorresti ci fosse? Che cosa hai regalato

(*) Mi scuso per questa precisazione che può sembrare antipatica e mi spiego: spesso diciamo ai bambini che devono condividere e prestare i loro giochi, senza tener conto della sensibilità bambina e del fatto che noi stessi scegliamo di non condividere alcune cose, scelta che non diamo loro la possibilità di fare. Più che usare la predica, giocherei la carta dello scambio e dello stare insieme. La generosità e la condivisione nascono dalla fiducia e dall’affetto.

LA FORMA ATTIVATORE: uso quest’attività con i grandi (in genere quarta primaria e classi a seguire) e l’ho imparata dalle IWT ( http://www.italianwritingteachers.it/). Con i bambini più piccoli ne uso una formula adattata. La forma attivatore serve per stimolare la scrittura su o introno a un argomento o situazione. È un modo per stimolare la creatività e incanalarla verso un obiettivo (sulle forme attivatore vedi anche Jenny Poletti Riz, Scrittori si diventa, Erickson, 2015 e Keri Smith, Finisci questo libro, traduzione di Goffredo Polizzi, Corraini,2012)

In questo caso potete stimolare le riflessioni dei bambini disegnando un grande pacchetto regalo su un foglio di carta da pacchi bianca, chiedendo loro se gli è mai capitato di volere il regalo di qualcun altro oppure di volersi tenere un regalo fatto ad un compagno/a e scrivendo voi le risposte nella grande forma. Un modo come un altro per iniziare a raccontarsi.

Emma Adbåge, Il regalo, traduzione di Samanta K. Milton Knowles, Beisler Editore, 2020.

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