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Un’avventura mostruosa

Un’avventura mostruosa

Ci sono molti modi di narrare la paura. 

Me l’hanno insegnato molti anni fa alcuni bambini di 20-36 mesi durante un progetto sulle paure. Alcuni bimbi di un nido amavano che io mi nascondessi per fare loro paura (cosa che mai avrei proposto ma che loro mi chiedevano tutte le volte); altri invece volevano essere guidati e rassicurati che io non avrei parlato loro di cose paurose.  

La paura è uno stato d’animo (termine che preferisco al consunto e abusato “emozione” e di cui ringrazio Beniamino Sidoti per averci regalato profonde riflessioni) complesso e affatto lineare. Un modo per raccontare la paura è quello di Pina Irace in I mostri del buio (illustrazioni di Chiara Lamieri, Read Red Road Edizioni, 2020 )

Camillo, detto Millo è un bambino di 8 anni un po’ fifone, per sua stessa ammissione. È sera e Millo si prepara ad andare a letto. Passa in rassegna ogni angolo della stanza per controllare che non ci sia nascosto un mostro e quando la mamma lo inviata a spegnere la luce, Millo si lancia in un’ ancora più accurata ricognizione. Si sente il capitano in partenza per una missione intergalattica!

<<Mostro buuu dell’Armadio? Negativo. Mostro Volante della Mensola? Negativo. Mostro sotto il letto? Negativo. Mostro del Comodino? Negativo. Mostro della Scatola dei giochi? Negativo. Mostro…>>.

Poi finalmente si mette a letto e la mamma chiude la luce. Buio. Silenzio.  Millo pensa che in fondo non è così male il silenzio nel buio. Poi sente un rumore. Un rumore mai sentito prima. Un rumore strano che non riesce a capire. Quindi una voce nel buio <<Allora? Ti ho fatto paura?>>.  A parlare è il Mostro della Scrivania.

Un piccolo mostro impacciato di nome  Scrì, che  sta cercando di fare paura per non essere preso in giro dai compagni di classe molto più bravi di lui, dice. Inizia così una storia d’amicizia tra un bambino fifone (per sua stessa ammissione) e un bambino mostro che sta imparando a fare paura.

Un’amicizia e un’avventura, perché Scrì coinvolge Millo in un viaggio nel Regno dei Mostri. Quei mostri fatti di oggetti quotidiani che nel buio si trasformano in altro e assumono sembianze inquietanti:

Il Mostro Bu dell’Armadio.

Il mostro Volante delle Mensole

Il Mostro del Cuscino.

Un’avventura fatta di pericoli sventati, inquietanti boschi fatti da pali delle mensole, mostri e fughe. Un’avventura rocambolesca che costringe Millo a conoscere il mondo in cui si aggira perché non si può andare in giro per mondi sconosciuti senza fare i conti con linguaggi e abitudini.  Millo dovrà imparare a usare strategie sfruttando le inclinazioni del nemico, come quando per sfuggire ai mostri delle Scatola dei Giochi li coinvolgerà in un gioco per poterli lasciare indietro mentre se la dà a gambe, e a superare le sue paure e la convinzione di non farcela.

Pina Irace ci regala una pura storia d’avventura, che ha tutte le caratteristiche del viaggio iniziatico.

Le illustrazioni di Chiara Lamieri accompagnano la lettura invitandoci a immergersi nei mondi creati da Irace; i suoi mostri, come lei stessa racconta, fondono animali e oggetti, sono mostruosi ma non così spaventosi da essere respingenti. Bella anche la scelta di colori che non sono mai “urlati”.

Bellissima l’illustrazione finale che con la battuta conclusiva, dice più di mille spiegazioni

Una bella storia, molto adatta alla lettura ad alta voce, forse un po’ troppo piena di parole per un lettore inesperto, tuttavia non avrei dubbi sul proporla comunque a lettori inesperti che siano intraprendenti e curiosi.

I mostri del buio è il primo racconto illustrato di Read Red Road che si rivolge ai primi lettori autonomi e fa parte della Collana Racconti di strada.

Questa storia mi ha fatto ricordare un progetto che feci ormai più di vent’anni fa. Un progetto con le ombre, che potete fare a casa (ma anche in campeggio durante e vacanze) oppure a scuola, in tutti i casi divertitevi con i bambini e non fate fare le ombre solo a loro!

Avete bisogno di:

  • Buio completo
  • Parete bianca o grande telo bianco
  • Fonte di luce tipo faretto (oppure torcia molto potente)
  • Oggetti vari (io ho usato: forchettone degli spaghetti, sega, sciarpa pelosa, vecchi stracci bucati e altro che non ricordo, ma voi sperimentate)
  • Una volta raccolto il tutto divertitevi creare mostri con qualsiasi cosa vi capiti sottomano.
  • Fate i mostri anche con le vostre ombre, giocando ai giganti e i nani.

Ovviamente, mi raccomando, create voci mostruose e suoni mostruosi e fateci sapere.

Buona paura e buona lettura a tutti!

Pina Irace, I mostri del buio, illustrazioni di Chiara Lamieri, Read Red Road Edizioni, 2020

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