La casa Editrice Minibombo ha la capacità di raccontare storie piene con poche ed essenziali parole e con immagini ancor più lineari e pulite.
Come dicono di sé <<Minibombo cerca idee semplici ma efficaci e le racconta con un linguaggio immediato. Usa forme essenziali e facili da riprodurre e spesso le realizza con strumenti che si trovano anche nell’astuccio di un bambino>>.
Ed è così questo spettacolare libro che mi sto portando in giro nelle scuole dell’infanzia e nelle librerie.
Gelato di Elisabetta Pica e Silvia Borando.

Le immagini dai colori netti, sono chiare, pulite ed essenziali,le parole poche e scritte grandi,sono efficaci e narranti.
Un bambino (o forse una bambina, l’illustrazione lascia la libera interpretazione), chiede a un adulto un gelato. L’adulto con un lapidario no, nega il consenso. A questo punto il nostro (o la nostra), inscena una sequela di capricci atti a ottenere l’agognato gelato. Ne vediamo i colori; la lagna, le grida, il pianto, il ricatto. L’adulto è irremovibile. Il finale è spiazzante e aperto. I bambini si sganasciano dal ridere, se la narrazione è interpretata, perché si riconoscono e adorano vedersi rappresentati con gentilezza e ironia tagliente, anche se può sembrare una contraddizione. Restano senza parole nel finale. Con gli occhi fissi, in cerca di un aggancio.


Restano senza parole nel finale. Con gli occhi fissi, in cerca di un aggancio.
Riacchiappo i loro sguardi e chiedo loro cosa ne pensano. Le risposte sono le più varie quasi tutte nella direzione di spiegare il perché del rifiuto dell’adulto; alcune anche di tono morale <<il bambino non ha chiesto per favore>>.
Allora faccio notare che il libro non finisce con l’adulto che nega il gelato, ma c’è una (che sono due) pagina finale che aggiunge altro. Mi guardano e non sanno cosa dire, ma io posso sentire i loro cervelli ronzare. Li lascio così con l’ultimissima pagina aperta.
Bello, intelligente, divertentissimo.



Elisabetta Pica e Silvia Borando, Gelato, Minibombo, 2018.