Se Harold incontra Babbo Natale

Se Harold incontra Babbo Natale

Natale è ormai passato ma questo gioiellino di Crockett Johnon, a mio parere, vale per tutto l’anno.

Come già nelle precedenti avventure di Harold anche in Harold al Polo Nord, tradotto da Sara Saorin e editato da Camelozampa, il bambino creato da Johnson se ne va per il mondo della pagina bianca del libro a creare mondi e storie con la sua matita viola.

Ormai Natale è vicino e Harold vuole fare un albero di Natale. Si avvia verso i boschi del nord; il viaggio è pieno di neve e qualche difficoltà. Tra cumuli di neve e l’immancabile luna, che accompagna tutte le sue avventure, Harold trova la casa di Babbo Natale, lo fa uscire dal camino (con logica stringente, il bambino inventato da Johson pensa che poiché vi entra, potrà uscirvi!), dal momento che la porta è bloccata dalla neve, fornisce il vecchio barbuto di renne e slitta piena di regali e lo lascia andare a compiere il suo dovere.


Deve ancora trovare un abete per fare l’albero di Natale.


Purtroppo non c’è nulla intorno a lui. Solo la luna. Quale miglior puntale per il suo albero! Ed ecco che prontamente Harold lo disegna. Ora bisogna portarlo in casa, sperando che c’entri in sala tra la poltrona e il camino. Harold disegna il camino e l’albero c’entra a perfezione. Finalmente può aspettare Babbo Natale al calduccio!

Ciò che fa innamorare nei libri di Harold (Johnson ne ha pubblicati sette; per ora in Italia ne abbiamo quattro ma Camelozampa pubblicherà anche gli altri) è che la narrazione avviene attraverso le immagini che ci raccontano come l’intraprendente bambino crei il mondo che esplora e nello stesso tempo lo subisca.

Harold va verso nord in cerca dell’abete e riflette che Babbo Natale arriva su una slitta; avrà quindi bisogno della neve. È Harold a disegnare la neve che arriva e lo fa tremare di freddo. C’èun costante e affascinante gioco tra l’autore che narra la storia e il protagonista che sembra inventarsela. Protagonista, peraltro, che è sempre in bilico tra il costruirsi la storia e eserne assoggetato.

Per questo considero questa serie che, Camelozampa sta pubblicando per intero, un’opera d’arte adatta a tutti, molto al di là della “semplicità” della storia. Con la serie di Harold, Crockett Johnson ci racconta la vita in cui ognuno di noi è attore del mondo che si costruisce ma anche assoggettato del tutto casualmente a esso. E lo stupore curioso e divertito dello sguardo di Harold ci dice quanto questo sia incredibilmente affascinate.

Un grazie veramente sentito in questo ultimo giorno dell’anno va a Camelozampa che ha restituito ad Harold il formato originale, restituendogli anche lo spazio della pagina, senza il quale la storia non c’è perché con i libri di Harold lo spazio della pagina è nella storia. È la storia. (ne avevo scritto qui: https://storiegirandole.it/crockett-luomo-che-traccia-la-linea-e-racconta/)

Crockett Johnson, Harold al Polo Nord, traduzione di SaraSaorin, Camelozampa, 2021.

Gli altri articoli su i libri di Harold:

  • https://storiegirandole.it/finalmente-torna-harold/
  • https://storiegirandole.it/harold-che-si-disegna-il-mondo/
  • https://storiegirandole.it/harold-che-va-nello-spazio-e-lo-disegna/