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Emma Shoard

Stringato, inquietanti, a tratti onirico, Come un’ombra di Mal Peet, illustrato da Emma Shoard, tradotto da Sante Bandirali e edito da Uovonero, ti aggancia e non ti molla. Ti tiene incollata alle parole e alle pagine, trattieni il respiro e aspetti.

È vero, come hanno detto altri, che Peet ti trascina dentro un incubo.  L’incubo ricorrente di Sandie lo senti sulla pelle, ti prende alla gola. Il battito accelerato del suo cuore e il tuo mentre leggi.

Sandie è una bambina quando inizia ad avere un incubo ricorrente. Cammina al buio, indossa abiti che non riconosce. È molto buio ma conosce la strada. Lo spazio è ampio, ventoso. C’è un precipizio. Torna indietro ma la strada non è più la stessa. Aspetta. Una grossa sagoma cammina nell’oscurità. È un grosso cane che si avvicina. Urla. Il cane scompare ma Sandie sa che sta arrivando. Urla di nuovo. E si sveglia.

La madre l’abbraccia. Cerca di tranquillizzarla. Ma più il tempo passa più il suo incubo invade le giornate. Inizia a temere il sonno. 

Finché, su consiglio di un terapeuta, la mamma non le prende un cane. Così nella sua vita entra Conny, un meticcio dalle lunghe orecchie.

Conny dorme in una cesta accanto al letto della ragazzina e quando l’incubo si avvicina, il piccolo meticcio interviene, quasi a voler combattere contro il grosso cane nero. Sandie carezza le lunghe orecchie di Conny, il suo respiro torna regolare e si riaddormenta.

<<E infine la bestia sparisce dalle sue notti>>.

La vita di Sandie continua. Cresce, va all’università in un’altra città, poi trova lavoro. Ogni tanto torna a casa e porta un po’ in giro Conny, ma la sua testa è altrove. Poi  il meticcio muore e il cane nero riprende a invadere le notti di Sandie. E le sue giornate. Non è facile. Ora Sandie è una poliziotta di pattuglia. Cerca una soluzione ma non è quella giusta. La vita va avanti e l’incubo attanaglia la gola della ragazza e la nostra. Prende alla testa. Ti entra dentro.

Una sera Sandie e il suo collega di pattuglia rispondono a una chiamata. Sembra una lite. Un grande palazzo di periferia.  Grida. Inseguimenti per le scale. Una grande terrazza e un uomo con la pistola. Non c’è scampo. Ed eccolo ancora una volta lì, il grosso cane nero.

Un racconto perfetto che ci immerge nel terrore.  Puoi sentire gli odori di quell’enorme palazzo di periferia, la vedi Sandie correre su per le scale, con i polmoni che scoppiano, senti l’inquietudine e il terrore. Ti si attaccano alla pelle.

Un racconto straordinario con un andamento multiplo. Lento e un po’ “bambino”, fatto di risvegli notturni, abbracci e scuola, nella prima parte; veloce, incalzante, convulso e con un montaggio da film poliziesco nella parte che ci narra Sandie adulta. Un’esperienza di narrazione bellissima.

Fortemente narranti le illustrazioni di Emma Shoard, che con i suoi acquerelli e chine, riesce a raccontare l’incubo e farci sentire il freddo della paura.

Mal Peet è un autore che sfugge alle etichettature e alle divisioni letteratura per adulti/letteratura per ragazzi; in Come un’ombra ha raccontato l’incubo. Ci riuscito magistralmente. Non c’è altro.

Mal Peet, Come un’ombra, illustrazioni di Emma Shoard, Traduzione di Sante Bandirali, Uovonero, 2021

6 Maggio 2021

Freddo come in un incubo

Stringato, inquietanti, a tratti onirico, Come un’ombra di Mal Peet, illustrato da Emma Shoard, tradotto da Sante Bandirali e edito da Uovonero, ti aggancia e non […]