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Gioco

Da quando ho conosciuto i libi di Emma Adbåge, ho capito che questa giovane scrittrice svedese è la “mia” autrice-illustratrice! Ironica, tagliente, incisiva, racconta usando parole e immagini; cracconta il mondo dei bambini, la loro voglia di giocare e immaginare, di sfidare le difficoltà e quella loro capacità di vivere gli stati d’animo in maniera totalizzante.

In Facciamo che io ero un supereroe, tradotto da Samanta  K. Milton Knowles, editato da Beilser Editore, non si smentisce e ci regala un picturebook frizzante e coinvolgente.

Nils arriva alla Scuola dell’Infanzia e trova, con suo grande disappunto,  solo Pia, che non solo è piccola, ma pure femmina! Nils è arrabbiato e si mette in un angolo immusonito. Lui vuole giocare ai supereroi come fa sempre con il suo amico Jocke. Ma Jocke è in ritardo! Pia propone di giocare ai supereroi e Nils accetta ma pone condizioni: lui farà Batman e Pia sarà un gattino. Pia non demorde accetta ma il gatto avrà degli artigli speciali e così inizia un gioco pazzescamente fantastico tra pianeti sconosciuti, isole abbandonate, giungle e attacchi di terribili draghi.

Nils vuole essere il protagonista ma Pia non si lascia intimidire e tra morti finte e pozioni magiche che fanno “rivivire”, serpenti e tesori, Nils capitolerà e si accorgerà che Pia è un’ottima compagna di giochi che ha molte belle idee.

Un picturebook su la forza dell’immaginazione che racconta attraverso la parola ma soprattutto con le immagini. Immagini in cui la realtà dello spazio scolastico si trasforma mischiandosi con gli spazi immaginati da Pia e Nils, perché nel gioco bambino, come nel teatro, lo spazio muta e dà vita a mondi fantastici dove i fiumi sgorgano in mezzo alle aule e le isole deserte galleggiano tra i cappotti.

Ancora una volta Emma Adbåge si fa portavoce del pensiero bambino e del suo modo di vivere il mondo e ancora una volta ci racconta una storia senza adulti. Al gioco bambino gli adulti non servono!

 Facciamo che io ero un supereroe racconta a noi adulti una verità semplice: se lasciati giocare, i bambini risolvono i loro conflitti e superano i ruoli e i generi che la società inculca loro fin dalla nascita. Ai bambini racconta loro stessi e la loro gioia nel giocare inventando, gli permette di riconoscersi e gli ricorda, se ce ne fosse bisogno, che possono trovare un compagno di giochi in chiunque.

Emma Adbåge, Facciamo che io ero un supereroe, traduzione di Samanta  K. Milton Knowles, Beilser Editore, 2021

Beisler Editore ha pubblicato di Emma Adbåge anche Il regalo, puoi leggere qui la mia recensione: http://storiegirandole.it/uffa-devo-fare-un-regalo/

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