fbpx

knitting

Due libri della stessa casa editrice che hanno in comune la lana e la sua capacità di intrecciarsi e diventare altro da un “semplice” filo. La lana che scalda e intrecciandosi, intreccia storie. La lana che unisce, crea legami. Un filo che è capace di cambiare le cose.

Sto parlando di:

Lani Yamamoto, Le invenzioni antifreddo di Stina, Terre di Mezzo 2015, Traduzione di Sara Ragusa

dav

 

Mac Bernett, Filo magico, Terre di Mezzo 2016, illustrazioni di Jon Klassen 

dav

La prima cosa che mi ha attratta di entrambi i libri è stata la copertina. Su entrambe campeggia l’intreccio della lana.  In Le invenzioni antifreddo di Stina un intreccio di maglia fa da coperta alla copertina; in Filo magico è il titolo stesso ad essere “lavorato a maglia”

Ho varie passioni che nella mia testa sono tutte collegate:  il teatro, le storie, le stoffe e le lane, gli alberi e camminare. Il teatro narra storie. Le storie hanno uno o più fili (come la lana) e sicuramente hanno una trama, come le stoffe (del fatto che le storie abbiano radici – e mettano radici – e che creino sentieri e siano parole in cammino, parlerò un’altra volta) se poi mettete che con pezzi di stoffa debitamente cuciti possiamo raccontare storie (pensate al patchwork), ecco che il cerchio si chiude.

Le invenzioni antifreddo di Stina, racconta di una giovane donna (o una ragazzina) che “non sopporta il freddo. Non mangia il gelato non tocca il metallo e non indossa mai una gonna senza il collant e i calzettoni sopra il ginocchio”.

dav

Quando arriva l’inverno, Stina si prepara per affrontarlo senza mai dover uscire e si circonda di varie invenzioni antifreddo: muffole per tenere in caldo la tazza di cioccolata e copri-teiera fatte rigorosamente con i ferri o con vecchi cappelli di lana; tappeti di stracci fatti lavorando ai ferri vecchie camicie e vecchi asciugamani, precedentemente fatti a strisce.

dav

Inventa un ingegnoso modo per far sì che il frigorifero venga caricato dall’esterno con alimenti a domicilio e un ancor più ingegnoso modo per farsi un tè senza alzarsi dal letto e rimanendo al calduccio.

dav

Inizialmente Stina non si sente sola. Lo stare da sola, il lavoro manuale, le invenzioni, la lettura sono un modo per stare con se stessa e “darsi tempo”. Però ad un certo punto si sente la necessità di condividere ciò che si ha dentro e anche ciò che si sa fare.

Stina guarda fuori dalla finestra. Si chiede come facciano i ragazzini a giocare sotto la neve e se non abbiano freddo.

Il tempo passa e alle volte il caldo piumone può diventare pesante e impedire di muoversi.

Una tempesta di neve costringe i due ragazzini a ripararsi a casa di Stina.

Chiacchiere e cioccolata calda. Si sta molto bene insieme. I due insegnano a Stina a fischiare con le dita e lei insegna loro a lavorare a maglia senza ferri.

Quando la tempesta di neve finisce, i due ragazzi se ne vanno e Stina, nonostante a casa faccia molto caldo, si sente gelare. Forse è arrivato il momento di uscire.

Come fare per ripararsi dal freddo?

Così inizia ad immaginare qualcosa che non aveva mai immaginato di poter immaginare. E passa all’azione“.

dav

“Infine apre la porta ed esce”.

Se per Stina la lana è un modo di coprirsi e, alle volte, isolarsi da mondo esterno, per Annabelle, protagonista di Filo Magico è un modo per creare contatti e legami, nonché per colorare il mondo. Non a caso i colori della lana di Stina sono scuri: marroni, grigi, verdi, bordeaux, mentre i colori usati da Annabelle sono arancio, rosso, verde brillante.

Filo magico è la storia di un filo e di una scatola, ma anche di una bambina e di un villaggio.

Un pomeriggio d’inverno Annabelle trova una scatola, all’interno della quale c’è un filo di tutti i colori. Decide allora di farsi un maglione e poiché le avanza della lana, fa un maglione anche a Mars, il suo cane.

dav

Nella scatola c’è ancora del filo e Annabelle fa un maglione anche per Nate. E c’è ancora del filo! Annabelle fa un maglione per il maestro Norman e per i suoi compagni di classe.

dav

Nella scatola continua ad esserci del filo!  Cosa c’è di meglio che fare un maglione per mamma e papà e poi anche il signore e la signora Pendleton e per il dottore?

dav

Il filo sembra non finire mai e Annabelle fa maglioni per cani, gatti, e persino per orsi.

dav

 

Ora il filo sarà finito! E invece no!  Annabelle pensa allora di fare maglioni per le case e le cassette delle lettere.

La strana storia del filo che non finisce mai arriva alle orecchie dell’Arciduca, che si impossessa della scatola con il filo magico.

Ma molto spesso non sono gli oggetti ad avere un valore, ma l’utilizzo che se ne fa. Ecco perché quando l’Arciduca va ad aprire la scatola, non ci trova nulla. Indispettito e furioso getta la scatola in mare, maledendo Annabelle.

Ma non c’è cattiveria e astio che possano toglierci ciò che siamo. Annabelle è ancora lì! Se andate a trovarla, vi farà un maglione.

Due libri molto belli e profondi che ci parlano di lana e di lavoro a maglia e di ciò che possiamo fare con i ferri. Perché non dimentichiamoci che questo  “vecchio” hobby (che oggi, più modernamente, si chiama Knitting!) che ci ricorda le vecchiette, in realtà è un ottimo antistress.  Alcune ricerche hanno evidenziato che l’effetto del lavorare a maglia sul cervello è simile a ciò che avviene durante la meditazione.

Studi hanno messo in evidenza, ciò che probabilmente l’Uomo sa da sempre e cioè che il lavoro manuale è utile come antidepressivo e anti ansia. Fare lavori manuali aumenta l’autostima e la concentrazione. Non a caso nella scuola steineriana già alle materne i bambini vengono spronati al lavoro con le mani utilizzando principalmente la lana, facendo intrecci con il telaio, per poi passare, nelle classi superiori al lavoro a maglia, dopo essersi fatti i ferri.

Il lavoro manuale in tutte le sue esplicitazioni è alla base del “metodo” di  Maria Montessori.

Lavorare a maglia, stendere con le mollette, ricamare, cucire allena la manualità fine, dà soddisfazione, aiuta la concentrazione. Sarà per questo che mia nonna era una donna ironica, intelligente, molto dinamica, in grado di leggere autori di un certo peso, nonostante avesse solo la seconda elementare?

21 Febbraio 2017

Girandolando tra fili che si intrecciano scopro storie di lana

Due libri della stessa casa editrice che hanno in comune la lana e la sua capacità di intrecciarsi e diventare altro da un “semplice” filo. La […]