Sara Saorin

Un libro straordinario, adatto a tutti. Ne sono convinta, tanto che lo sto proponendo dalla scuola dell’infanzia alla secondaria.

Perché catalogare è conoscere ed è una cosa che i piccolissimi fanno sempre, ma lo facciamo un po’ tutti, talvolta senza accorgercene.

Questo racconta Unico nel suo genere di Neil Packer, tradotto da Sara Saorin e editato da Camelozampa.

C’è Arvo che è un ragazzino e suona il violino e la chitarra; nel pomeriggio il padre lo accompagna in macchina a scuola di violino. A volte Arvo esce in bicicletta e attraversa la città piena di edifici vecchi e nuovi. a volte buca una gomma che va riparata. Oggi deve andare dal fruttivendolo perché il papà gli ha chiesto di comprare delle mele; bisogna fare presto perché il cielo minaccia pioggia!

Una storia semplice, quasi lineare se non fosse che Neil Packer nel raccontarla ci narra l’infinito mondo di oggetti e realtà con il quale Arvo viene in contatto, catalogandoli. E lo fa seguendo dei criteri che sceglie. Se un primo sguardo ci meraviglia, uno sguardo più attento ci affascina perché Neil Parcker non si limita a catalogare, ma narra il mondo facendolo.

Quando racconta di Arvo e del suo albero genealogico, ci narra la sua famiglia e le sue discendenze. Nel narrarci gli strumenti musicali, ci racconta un mondo che è fatto di suoni emessi nelle maniere più diverse e di come l’Umanità si sia industriata per fare musica. Quando ci parla dei formaggi, ancora una volta ci narra Arvo perché quelli sono i suoi preferiti. Gli edifici, come giustamente l’autore specifica, raccontano sempre, perché a seconda di come sono catalogati narrano lo sviluppo architettonico o economico di una città. Le nuvole ci raccontano il tempo meteorologico ma anche il rapporto dell’Umanità con esso; che nomi diamo alle nubi? Cosa rappresentano? Le temiamo?

Unico nel suo genere ci racconta come in ogni categoria ci siano infinite connessioni e proprio per questo ogni cosa è insieme e unica. Siamo unici nell’essere con gli altri e nel mondo.

Catalogare, analizzare, andare alla radice, capire e comprendere sono solo uno dei modi di leggere di questo fascinoso libro, pieno zeppo di immagini nelle quali perdersi, che lo rendono adattissimo anche ai piccoli lettori.

Fino al 30 aprile allo Zoo Café di Bologna (https://www.facebook.com/likeazoo) si potranno ammirare le tavole originali di Unico nel suo genere.

Sarà possibile anche vedere l’intera sequenza, dai primi disegni a matita (Packer nell’incontro alla BCBF22 ha raccontato che il primo approccio è sempre “alla vecchia maniera”) e poi via, via per sovrapposizioni fino al risultato finale.

Unico nel suo genere ha vinto Bologna Ragazzi Award nel 2021 sezione non fiction.

Neil Packer, Unico nel suo genere, traduzione di Sara Saorin, Camelozampa, 2022

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