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Sara Saorin

Sono amici per la pelle (e ogni tanto la rischiano la pelle!), eppure << Non avevamo niente in comune, da nessun punto di vista, tranne il fatto di essere due emarginati…>>; ciò che unisce i due protagonisti di questo romanzo è l’essere “sbagliati” e impopolari. In un mondo in cui bisogna essere giusti, vestire giusto, fare lo sport giusto e avere il fisico giusto, i nostri due eroi sono due perdenti.

Uno, la voce narrante nelle quale possiamo riconoscere l’autore, proveniente da famiglia problematica (<<Se esisteva una bevanda alcolica che i miei genitori non avessero mai consumato, io non lo so…>>)  a scuola stenta a prendere la sufficienza ed è preso di mira dai teppisti di quartieri e dai prepotenti della scuola, l’altro, Harold Schernoff, con una famiglia serena e accogliente alle spalle, è un genio dalla curiosità inappagabile di voler sapere ogni cosa e dalla parlantina forbita che si veste come <<…un contabile trentenne>> e che proprio per questo è preso di mira da teppisti e prepotenti.

Questi i due protagonisti dell’esilarante e spassoso romanzo Il mio amico geniale scritto da Gary Paulsen, tradotto da Sara Saorin e editato da Camelozampa che racconta la storia d’amicizia tra due ragazzini che affrontano l’adolescenza negli Stati Uniti degli anni Cinquanta; già perché oggi come ieri se non sei “giusto”, sei un emarginato. Che ci siano i social o no!

Tutto ruota intorno ai molti – e folli – tentativi del geniale Harold di risolvere problemi e affrontare la vita. Dal tentativo di usare “creativamente” l’elettricità al piano infallibile, a suo dire, per fare rimanere le ragazze con loro <<…quel tanto che basta per parlarci assieme…>> al documentarsi su sesso e corteggiamento prendendo come “maestro” uno dei più famosi corteggiatori dell’era elisabettiana mischiandolo con manuali sull’educazione sessuale, per non fallire al primo appuntamento. Ovviamente il risultato è disastroso.

Ciò che emerge è un’adolescenza sola, senza la costante presenza degli adulti (e non necessariamente è un male!) e tenace, forse sgangherata, come l’auto che i due ragazzini acquisteranno per una manciata di dollari, ma capace di trovare soluzioni e non arrendersi di fronte alle difficoltà.

Una storia d’amicizia forte, in una realtà dove essere impopolare era, come oggi, oggetto di scherno e di violenze, perché essere diversi, andare a pescare anziché giocare a football, fa scaturire la violenza del branco (e questo è un ottimo spunto di discussione per tutti!). Tuttavia i due ragazzini non si scoraggiano e testardamente continuano per la loro strada per diventare grandi. Per diventare gli adulti che vogliono essere.

Come ho detto, si ride molto e alla fine il libro lascia una bella sensazione. La sensazione di aver letto una bella storia d’amicizia che ci racconta anche molto della vita.

Spassoso e divertente Il mio amico geniale, torna in Italia con la nuova traduzione di Sara Saorin e senza tagli. Fu pubblicato nel 1998 da Mondadori nella collana Shorts. Un’ottima collana, forse sottovalutata; oggi grazie a Camelozampa possiamo gustarlo di nuovo e integralmente. Bella e efficace la copertina di Cristina Portolano che unisce il tratto fumettistico a un’ambientazione anni Cinquanta.

Gary Paulsen, Il mio amico geniale, traduzione di Sara Saorin, copertina di Cristina Portolano, Camelozampa, 2021.

Edizione ad alta leggibilità con il font EasyReading. Stampato su carta ecologica FSC

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