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Massimiliano Maiucchi con la sua capacità di far rotolare le parole, racconta la scuola. Una scuola che oggi più che mai dobbiamo difendere. E allora: Evviva la scuola!/ È viva la scuola!  Giocando su questo titolo, il libro illustrato da Massimiliano di Lauro e edito da Edizioni Corsare, ci trascina nella scuola.

Non quella delle polemiche e degli interminabili articoli né quella dei DPCM, ma quella dei bambini e delle bambine e delle maestre e dei maestri;  bambini che non hanno l’astuccio (alle volte) e che perdono la gomma (alle volte) e menomale che c’è chi glieli presta (alle volte). Perché al di là di tutto la scuola è fatta dalle e da persone. È fatta di maestre che giocano e che danno voti. Di bambini precisini e maestri fantasiosi. C’è la scuola fatta di tanti bambini differenti, anche nelle illustrazioni.

È la scuola di oggi quella che racconta Massimiliano Maiucchi con l’allegria profonda delle filastrocche;  è una scuola dove si fanno i compiti in classe (e, sì Maiucchi usa questo termine e non il più moderno “Verifica” e potrei aprire un dibattito su il cambio di terminologia per non cambiare niente, ma non lo faccio) e <<Viola fa da sola Carlo prova a farlo…>> perché i bambini sono tanti e diversi ognuno con i suoi tempi. Nella scuola di Maiucchi c’è Renata che quando sente parlare di radici quadrate, pensa a piantarla ‘sta radice (vi è mai capitato di incontrare bambini che prendono alla lettera certe espressioni? Per semplice distrazione o perché noi parlando abbiamo dato per scontate certe conoscenze? A me sì! Il bello è riderci insieme!).

C’è Nicola che entra a scuola di notte e pensa a topi giganti e fantasmi; chi non si è mai chiesto com’è la scuola di notte quando non c’è nessuno?

Dove va la maestra d’estate? Rimane sola? Si chiede il bambino <<…ma la maestra ha un figlio e una figlia e va in vacanza con la famiglia>> risponde Massimiliano a tutti quei bambini che chiedono alla maestra se loro dormono a scuola; e non mi dite che a voi non è mai successo!

Una delle mie preferite, per motivi professionali è Il teatro dei bambini. Maiucchi, con ironia e leggerezza, racconta il teatro a scuola e, nello stesso tempo, dà delle regole di comportamento e bacchetta gli adulti.

…Il teatro è “in quel momento”
non è come la Tv
se alla scena dai le spalle,
quel momento non c’è più
 
Ogni cosa è detta in rima
La merenda falla prima
Lo diceva anche Rodari
E chiudiamo i cellulari…

La sensazione che non sia rivolta solo ai bambini è molto concreta, parola di chi c’era!

Quando ho incontrato Massimiliano Maiucchi di persona, già lo conoscevo di nome. Ho fatto Teatro Ragazzi per anni e, come sempre accade “ci si conosce un po’ tutti”. Non lo avevo mai visto lavorare e quando venne nella mia libreria a presentare la Musicastrocca (se vuoi conoscerlo meglio: https://massimilianomaiucchi.wordpress.com/ )  con il suo grande librone pop up, rimasi affascinata dalla sua capacità di interagire con i bambini, le velocità di giocare con le rime e di giocolare con le parole. È una capacità che si acquisisce con lo studio e l’ascolto dei bambini e Massimiliano ce l’ha.

Nell’intervista fatta da Francesca Tamberlani su Milkbook (https://www.milkbook.it/filastrocche/) Maiucchi chiarisce bene questa sua posizione e ci racconta che quando scrive si ispira ai bambini, scrive quello che pensano, dicono e vivono. Fa inoltre una considerazione che trovo molto vera e ci dice che ama comunicare con le filastrocche perché:

La rima arriva prima

e

…con la filastrocca esce la musica dalle parole e perché la filastrocca è vita, “possibilità” infinita, è tutto e non è niente: la filastrocca è mente.

È bello e frizzante questo libro di filastrocche. Adatto a chi sa già leggere perché scritto grande e ogni filastrocca è accompagnata da illustrazioni a tutta pagina che la raccontano e la supportano. Adatto anche a chi ancora non sa leggere autonomamente e grazie alla lettura ad alta voce di un adulto, entra nella scuola dei “grandi”.

Massimiliano Maiucchi, Evviva la scuola, illustrazioni di Massimiliano di Lauro, Edizioni Corsare, 2021 .

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