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È in libreria dal 9 settembre New Kid. Un ragazzo nuovo di Jerry Craft, tradotto da Laura Bortoluzzi e editato da Tunuè Editore. Un graphic Novel articolato che narra molto. Molto di più di quello che era nelle intenzioni iniziali dell’autore e molto più di ciò che appare a una lettura frettolosa e superficiale. È necessario andare oltre ciò che salta agli occhi al primo impatto.

Jordan Banks ama sopra ogni altra cosa disegnare, vorrebbe andare alla scuola d’arte, ma i genitori hanno altre aspettative e lo iscrivono in uno prestigiosissima scuola privata. Jordan che ogni <<santo giorno>> si sente come se precipitasse senza paracadute, come ci racconta fin dalla prima pagina, è costretto a entrare nella rinomata Riverdale Accademy.

Dopo aver ricevuto lezioni dal padre su come un “vero uomo”stringe la mano e aver arginato gli squittii entusiasti della madre che lo sbaciucchia in modo imbarazzante, Jordan viene portato a scuola.

Non è facile ambientarsi. Non solo è gruppo dei più giovani ma è anche uno dei pochi afroamericani dell’istituto. La piramide sociale a scuola è rigidissima. Le battute e le piccole aggressioni quotidiane, al limite del bullismo, rendono la scuola faticosa, per Jordan e non solo.

Jordan si sente “fuori”. E “i fuori” racconta. Perché se per lui integrarsi in una scuola prevalentemente di bianchi è difficile, per Liam, il suo biondissimo compagno, lo è perché sente il peso del padre e del nonno che hanno frequentato la stessa prestigiosa accademia. Poi c’è Alexandra che travolge tutti con le sue battute e il suo burattino-calzino nel tentativo di nascondere la sua vera se stessa.

Jerry Craft voleva scrivere una storia che raccontasse le problematiche dei ragazzi afroamericani nelle scuole americane e poi ha finito con il raccontare la difficoltà di inserirsi in un ambiente fortemente settario e performativo come quello delle scuole privare (americane?) riuscendo anche a evitare lo stereotipo del “bianco ricco= bullo”.

La scuola privata americana a maggioranza di bianchi è raccontata con ironia e una certa levità da Jordan che nonostante la fatica fatta per adattarsi e il fatto che spesso si senta emarginato, alla fine trova il modo di stare dentro, senza rinunciare a se stesso e senza per forza schierarsi tra “bianchi” e “neri”.

È il nonno a offrigli la via d’uscita usando una bellissima metafora e concludendo: <<Non sempre devi scegliere per forza, certe volte sii felice e basta>>. Jerry Craft in un’intervista racconta come abbia voluto raccontare la sua esperienza mischiandola a quella dei figli in un America in cui se sei nero è sicuro che tu abbia bisogno del sussidio (https://www.hbook.com/story/jerry-craft-talks-with-roge).

 Un bel graphic novel, ironico, pungente e verosimile che racconta anche molto una società ossessionata dal successo, declinato come successo economico e d’immagine e non come felicità.  

Belle le incursioni disegnate “di Jordan” con cui racconta ulteriormente il suo punto di vista.

New Kid è il primo fumetto ad aver vinto il Newbery Medal, uno dei più prestigiosi riconoscimenti della letteratura dell’infanzia che premia ogni anno il miglior libro americano per ragazzi.

Jerry Craft, New Kid. Un ragazzo nuovo, traduzione di Laura Bortoluzzi, Tunuè Editore, 2021

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