Un leone finto, molto vero

Un leone finto, molto vero

È ormai noto il mio amore per Crockett Johnson! Lo considero un artista geniale per quella sua capacità di scrivere e illustrare per bambini, con occhi e cuore da bambino, con quella logica stringente e folle che è alla base dell’esperire e del conoscere bambino e che molta letteratura vorrebbe inquadrare.

Ed è proprio quello che fa in Elle e il leone, tradotto da Sara Saorin, editato da Camelozampa.

Ellen è una bambina un po’ più grande di Harold (ricordate tutti le incredibili avventure di Harold e la sua inseparabile matita? Più sotto troverete i link per leggere gli articoli che lo riguardano) e se Harold disegna il mondo che immagina e nel quale si snodano le sue avventure, in quel continuo gioco tra essere nella storia e subirla, inventarla ed essere protagonista, Ellen è la protagonista di dodici racconti che la vedono dialogare, scambiarsi opinioni e vivere avventure con il suo finto-vero leone di pezza.

Se con Harold è il segno grafico (la linea) che narra, in  Ellen e il Leone è la speculazione filosofica, che avviene nel dialogo, a costruire la storia. È dallo scambio di battute tra la bambina e il suo leone di pezza che nasce la riflessione tra ciò che esiste e ciò che non esiste; anche perché Ellen parla con un leone di pezza che non è vivo. Allora chi è che risponde a Ellen?

In un susseguirsi surreale, Ellen e il leone si scambiano battute a volte al limite del nonsense. Ellen sa bene, anche se a volte gioca a non saperlo, che il leone è di pezza e non può risponderle ma il suo gioco tra realtà e finzione è talmente forte che è il leone stesso a farle notare costantemente che lui non può avere sentimenti o fame.

<<Non hai affatto paura di me, Ellen – disse il leone spazientendosi –  sai molto bene che un leone imbottito non può avere fame…>>.

<<Siccome sei imbottito non puoi avere fame- Ellen cominciò a ridere sempre più forte – È una battuta divertente. L’hai capita? – il leone non sorrise >>.

Ellen sa che il leone è finto e che è lei stessa a farlo parlare eppure il leone alle volte sembra avere sentimenti indipendentemente dalla bambina. Il leone è Ellen e non lo è, in quella perenne oscillazione tra realtà e finzione che è alla base di ogni gioco.

Bellissimo il gioco tra Ellen, il leone e il poliziotto. La bambina, spaventata, chiama con un telefono giocattolo, la polizia perché ha un leone in casa.

<<Aiuto! C’è un leone in camera mia! – Dove? chiese il leone. – Tu! – disse Ellen indicandolo>>.

Lo scambio di battute continua e il leone obietta a Ellen che non ha usato un vero telefono e la bambina risponde che comunque a chiamato un poliziotto vero.

La delirante giostra tra finzione e realtà ci regala un testo splendidamente ironico e molto filosofico.

Ellen come Harold gioca a costruirsi la realtà, la vive e la subisce perché quando sei nel gioco è lui che detta le regole. Ecco perché quando arriva il poliziotto vero, chiamato con il finto telefono, Ellen nasconde il leone per non farlo finire allo zoo!

Le illustrazioni, dello stesso Johnson giocate tutte su quattro colori narrano nella loro linearità. Ancora una volta ciò che mi colpisce sono gli occhi. Curiosi e indagatori in Ellen; fissi ma espressivi nel leone.

Crokett Johnson è un autore capace di raccontare la vita in maniera semplice ma profonda, attraverso il gioco del narrare. Le storie esistono perché le narriamo?  Il mondo c’è perché lo vediamo, nominiamo, disegniamo, rappresentiamo? Ciò che è falso/inventato da noi, non ci coinvolge? Dobbiamo avere paura di un leone di pezza?  Il leone esiste? Che cosa vuol dire esistere? Crockett Johnson racconta questo al suo lettore. Provoca domande, lascia senza risposte. Per questo lo considero un autore per tutti.

Uscito la prima volta negli Stati Uniti nel 1959, Ellen e il leone è ormai un classico internazionale. Mai pubblicato prima in Italia arriva a noi grazie al lavoro incessante di Camelozampa che ha promesso di pubblicare anche l’altra avventura di Elle. Mi si dice che Johnson amasse particolarmente i libri di Ellen. Onestamente caro Crockett non saprei quali scegliere tra i tuoi!

Crockett Johnson, Ellen e il leone, traduzione di Sara Saorin, Camelozampa, 2022.

I miei articoli su Crockett Johnson:

  • https://storiegirandole.it/crockett-luomo-che-traccia-la-linea-e-racconta/
  • https://storiegirandole.it/finalmente-torna-harold/
  • https://storiegirandole.it/harold-che-si-disegna-il-mondo/
  • https://storiegirandole.it/harold-che-va-nello-spazio-e-lo-disegna/
  • https://storiegirandole.it/se-harold-incontra-babbo-natale/