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Una ferita grandissima che tutti volevano guardare

Emma AdBåge dimostra ancora una volta con La ferita, tradotto da Samanta K. Milton Knowles e pubblicato da Camelozampa, di saper raccontare il mondo dei bambini e lo fa senza quegli atteggiamenti leziosi che hanno alle volte gli adulti quando raccontano i bambini narrandoli come se fossero esseri angelici, asessuati e candidi.

AdBåge narra i bambini raccontando un evento consueto nel loro mondo, soprattutto all’interno di una scuola, ovvero che cosa accade quando un bambino o una bambina cade e si fa un piccolo taglio.

AdBåge narra i bambini raccontando un evento consueto nel loro mondo, soprattutto all’interno di una scuola, ovvero che cosa accade quando un bambino o una bambina cade e si fa un piccolo taglio.

In La ferita la voce narrante è quella di bambino che cade; racconta una normalissima mattinata a scuola durante la ricreazione. Si corre, ci si arrampica, si discute e si gioca. Il protagonista, saltando, cade, si ferisce e racconta questo evento dal suo punto di vista; c’è tanto sangue tanto che Sisse gli chiede se è vivo. Accorrono tutti (persino un piccione!), bambini e insegnanti e il bambino ferito diventa il fulcro della scuola, tutti sono interessati a lui. Lui è l’eroe perché ha la ferita.

La ferita è importante perché lo rende interessante agli occhi degli altri e soprattutto perché è la sua ferita. Sta sotto questo cerotto che tutti vogliono guardare.

<<…era il cerotto più grande di tutta la mia vita. Grande e spesso…e tutti volevano guardare e guardare e guardare.>>

Il bambino è oggetto di attenzione e cura; i compagni lo portano quasi in trionfo, viene servito a mensa. La ferita è oggetto di studio e di disegni.

Fino a che la ferita non fa la crosta;  il cerotto viene tolto e la crosta diventa il nuovo interesse. Ma le croste sono destinate a cadere e la perdita della crosta è un piccolo addio. Resta un piccolo segno – con grande gioia del protagonista – a ricordare questa avventura.

Come sempre AdBåge narra il mondo bambino con schiettezza e ironia, prendendo in giro gli adulti per la loro logica che è inaccettabile per i bambini e narrando lo stupore bambino di fronte a una ferita e al sangue, il loro senso d’avventura e la voglia di peripezie.

Emma AdBåge, La ferita, traduzione di Samanta K. Milton Knowles, Camelozampa, 2024

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