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Un’isola per dimenticare e tornare a essere.

L’isola dimenticata di Guido Quarzo e Anna Vivarelli, editato da uovonero, è un libro affascinante. Intriga fin dalla copertina di Peppo Bianchessi che narra esattamente ciò che c’è nel libro, promettendo mistero, viaggio e avventura, con quel pizzico di inquietante che tiene incollati alle pagine.

L’isola dimenticata narra di un nave in viaggio verso il Brasile che naufraga; intanto in Europa impazza la Prima Guerra Mondiale. Dal naufragio, grazie a una scialuppa, si salvano tre ragazzi

I ragazzi sono due ragazzi e una ragazza: Isabella, intraprendente e dinamica, suo fratello Giacomo, un ragazzo solitario e affetto da vari tic, e Lucas un giovane mozzo italo francese abituato fin da bambino a vivere in condizioni dure e forse per questo diffidente e guardingo.

Il romanzo inizia con i ragazzi sulla scialuppa, la situazione è molto incerta; Lucas ha causa di una botta in testa, ha perso conoscenza; Giacomo e Isabella remano verso la costa. In maniera fortunosa riescono a sbarcare in quella che loro pensano sia un’isola deserta.

In realtà, come si accorgono quasi immediatamente, l’isola è abitata da strani personaggi che si aggirano tra le dune e i boschi. Ognuno vive per conto proprio ma ogni tanto si incontrano per delle cene o per altri eventi da loro creati. Sono cinque uomini e una donna. Il gruppo è guidato da un sedicente Governatore e tra di loro c’è anche una Contessa.

Il lettore –  come i tre protagonisti – non sa nulla di questi cinque bizzarri personaggi; capisce fin dalle prime righe che c’è qualcosa che non va, ma non sa cosa. C’è un’aria di mistero. Si è portati a parteggiare a volte per l’opinione di Lucas che considera i cinque pericolosi, a volte con Isabella che sembra stregata dai modi raffinati e bizzarri della “Contessa”. Di fatto il lettore – come i tre ragazzi – non sa nulla.

I cinque vivono come se fossero in una perenne vacanza, passeggiando, mangiando frutta, filosofeggiando e organizzando incontri e cene.

L’isola è costantemente attraversata da scosse sismiche a cui tutti sembrano non fare caso; l’unico a interessarsene è il professor Boyer un sismologo che le studia, le misura e le registra. Boyer sembra essere l’unico ad avere un’idea di ciò che potrebbe accadere, gli altri come soavi (e tragici?)  personaggi cecoviani ammirano il fiorire degli alberi.

Isabella, Giacomo e Lucas, accolti dalla strana combriccola, non sanno cosa fare. Se Lucas è guardingo e sospettoso, Giacomo sembra aver trovato una sua dimensione. Nessuno sembra fare caso ai sui tic e lui si sente per prima volta libero dai condizionamenti sociali.

Se Lucas ha come unico obiettivo quello di ritrovare la scialuppa, misteriosamente scomparsa, e tornare sulla terra ferma, Isabella, affascinata dalla Contessa, passeggia con lei parlando della vita.

I sei abitanti, isolati dal resto del mondo, danno l’impressione di recitare delle parti. Al lettore appare abbastanza chiaro – come d’altro canto anche ai tre ragazzi, seppur con delle differenze – che gli abitanti dell’isola non sono chi dicono di essere. È come se arrivando lì ognuno di loro abbia iniziato a recitare una parte nella quale è talmente immerso da non riuscire più a distinguere la realtà dalla finzione, concetti che sull’isola cambiano completamente di significato.

Nel dispiegarsi della trama, il lettore – come i tre protagonisti – capisce che i sei, nel loro mondo, erano degli emarginati, dei liminari. Sull’Isola ognuno ha potuto (ri)costruirsi una vita diversa.

L’isola dimenticata è un romanzo affascinate e coinvolgente che strizza l’occhio ai grandi classici del genere; non possiamo non pensare a Robinson Crusoe, a Il signore delle mosche e a Jules Verne.

I personaggi che vivono sull’isola sono splendidamente pirandelliani. Ogni gesto, ogni situazione, ogni frase sprizza teatro pirandelliano.

Isabella Giacomo e Lucas sono giovanissimi, il doversi misurare con degli adulti bizzarri li mette in condizione di doversi confrontare con mondi e modi diversi e li costringe  superare i pregiudizi che hanno gli uni degli altri e sul mondo. Obbligati a guardarsi dentro, L’isola li cambierà per sempre inducendoli a fare le loro scelte.

Romanzo che potrà essere amato sia dal giovane lettore esperto che amerà ritrovare i riferimenti ai Grandi Romanzi sia dal lettore meno esperto che sarà rapito dal mistero e dall’avventura.

Le illustrazioni interne di Peppo Bianchessi che fanno da frontespizio sono dei piccoli gioielli incastonati nei capitoli. Lanciano il capitolo, lo descrivono e fanno volare la fantasia.

L’isola dimenticata è anche un audiolibro, realizzato in co-edizione con Emons audiolibri ed è ascoltabile dall’app tramite un pratico QRcode inserito nel libro cartaceo.

Guido Quarzo-Anna Vivarelli, L’isola dimenticata, copertina e illustrazioni interne di Peppo Bianchessi, uovonero, 2024

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