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Adolescenti forti e fragili quelli che ci racconta Giuliana Facchini

Adolescenti forti e fragili quelli che ci racconta Giuliana Facchini

Bello, fresco e, nello stesso tempo, duro e realista “Se la tua colpa è di essere bella”di Giuliana Faccini non sbrodola su i ragazzi di oggi, ma li descrive come sono e dà loro voce, con quell’umiltà di chi vuole narrare storie vere.

Tre ragazzi, amici fin da piccoli, una compagna di classe che riceve delle attenzioni non gradite e finisce pasto ai social e ai giornali, un’altra innamorata di un ragazzo che le impedisce di uscire e di andare alle feste e poi lei, la dea, una giovane donna che abita nel palazzo di Valerio, la voce narrante, alla quale il nostro, innamorato, scrive poesie che lascia sotto la porta di casa.

Ragazze e ragazzi che vivono la loro vita quotidiana, tra verifiche, studio, sorelle piccole, impegno politico e consapevolezza.  Ragazzi e ragazze come ne incontri tanti per la strada e nelle scuole, magari muti e assonnati, forse arrabbiati, certo non indifferenti, come vorrebbe un certo tipo di stereotipo da vanverismo giornalistico.

Giuliana Facchini ci parla di loro attraverso i loro corpi perché “Se la tua colpa è di essere bella” è un romanzo pieno di corpi

Corpi che cambiano per rispondere ai dettami della società,come quello di Lavinia, costretta dalla madre a dimagrire dieci chili, per essere più carina e quindi più popolare e accettata. Corpi violati e sbattuti sui social per umiliare. Corpi costretti a cambiare perché la vita a volte non chiede il permesso come accade a Elena De Maio, detta la dea. Corpi in abiti alla moda e sexy o in jeans e maglietta, comunque sempre criticati, biasimati, censurati, costretti.

Facchini ci racconta di ragazzi e ragazze, di scuola, di genitori, di famiglie ma in realtà ci narra una società dove i corpi prevaricano su tutto e finiscono con il parlare di noi, più di qualsiasi altra cosa, tanto da soffocarci. La dittatura dell’immagine non è soltanto l’essere magra o l’essere muscoloso, ma anche quando la società ti dice che se sei bella, allora devi rispondere a certi dettami, certo non potrai essere intelligente o politicamente impegnata, la frivolezza è il tuo mondo. Oppure ti impone un certo tipo di femminilità o di mascolinità.

La dittatura dell’immagine è anche la malattia come tabù.

Giuliana Facchini scardina luoghi comuni che vorrebbero i ragazzi di oggi attenti solo all’immagine e ai selfie e ci racconta di ragazzi e ragazze che vanno oltre la dittatura del corpo. Adolescenti che agli occhi degli adulti giudicanti sembrano assomigliare ai giovani descritti dai giornali, in realtà sono capaci di profondità e bellezza, di farsi carico di responsabilità e di cura.

Credo che Giuliana sia riuscita in un intento difficile nel campo dell’editoria italiana cioè quello di affrontare un argomento senza scadere mai  nel romanzo a tema. Il rischio era enorme e la tentazione di fare un libro che andasse incontro a un mercato sempre più fatto di romanzi a tema e libri medicina, certamente seducente. Giuliana Facchini racconta questa storia perché sente l’urgenza di raccontarla e conoscendola lo si percepisce. Ne escono personaggi a tutto tondo, mai banali e stereotipati. Persino Elena, la Dea, che non appare quasi mai se non nei racconti di Valerio è un personaggio forte e assolutamente necessario e non infilato a bella posta.

D’altronde “Se la tua colpa è di essere bella” è esso stesso pieno di significati e di interpretazioni, tanto da essere politematico, com’è la letteratura.

Se io il questo romanzo vi ho letto storie di corpi, Alessandra Starace, libraia, esperta in letteratura per ragazzi, in un contributo sul suo blog riportato qui:https://ilgiovanebrik.com/2018/05/15/se-la-tua-colpa-e-di-essere-bella-lettura-critica-di-alessandra-starace/ ci legge storie di cura.

Ed io leggendo il contributo di Alessandra capisco che cos’era quell’emozione e quella tenerezza che mi prendeva mentre leggevo le parole di Valerio, quando parla di Microba, la sorellina di Carlos o quando leggevo delle diatribe scherzose tra Caterina (la madre) e Valerio (il figlio) o ancora la determinazione battagliera con la quale i tre amici si prendono cura della compagna messa alla gogna dai media. Il mio cuore ha sentito la cura e il farsi carico dei personaggi, perché lo capisse il mio cervello ho avuto bisogno della lettura di Alessandra Starace.

Questo e solo questo è il valore della lettura condivisa: lo scambio tra pari. Ecco perché credo molto nella letteratura a scuola, nella libera circolazione dei libri e nella possibilità di condividere idee, brani e considerazioni, senza la paura del giudizio degli adulti.

Nota: le poesie nel testo sono di Roberta Lipparini

Giuliana Facchini, Se la tua colpa è essere bella, Feltrinelli, 2018. 

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