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Una bambina vissuta 10.000 anni fa

Una bambina vissuta 10.000 anni fa

Qualche tempo fa la mia amica Cristiana Pezzetta (https://www.facebook.com/cristiana.pezzetta) mi segnala un evento che si sarebbe tenuto a Roma di lì ad un mese circa, mandandomi un post. Mi colpiscono immediatamente due cose: l’illustrazione (capirò dopo che è una delle illustrazioni del suo libro) e il titolo dell’evento: “Domesticazione di piante e animali: dal Neolitico una rivoluzione Pacifica per una vita più facile”. Durante l’evento verrà presentato il libro “La terra tra le mani” scritto da Cristiana Pezzetta e illustrato da Gioia Marchegiani (https://www.facebook.com/gioia.marchegiani?); edito da Anica

Sono una persona appassionata di molte cose, che nella mia testa sono collegate tra loro. Una di queste passioni è la storia dell’Umanità: quando i primi ominidi sono scesi dagli alberi? cosa abbiamo in comune con loro?  come l’uomo ha abitato la terra? come l’ha colonizzata? quando è nato il linguaggio? quando è nata la scrittura (quest’ultimo argomento è l’unico che ho approfondito)? Insomma, per metterla sullo scherzo: io sono una fan di Lucy, l’ominide femmina ritrovato nel 1974 e considerato la nostra bisnonna, ma qui mi fermo;  non sono una specialista e non vorrei essere bacchettata, dato che la ricerca è andata avanti.

Per farla breve, decido di andare senza neanche controllare dove si tiene l’evento. Per chi non conosce quanto è grande Roma, sottolineo che ciò è folle, perché per arrivarci potresti metterci lo stesso tempo che per arrivare a Firenze in treno; io comunque mi sposto prevalentemente con i mezzi: faccio prima, non inquino e leggo!

Giovedì 18 febbraio, di buon ora per i motivi di cui sopra, parto. Piedi, trenino, metro, piedi e arrivo all’ I.S.P.R.A. ( Istituto Superiore per la Ricerca e l’Ambiente; http://www.isprambiente.gov.it/it ).

Siete perplessi? Vi chiedete cosa c’entra l’ISPRA con i libri per bambini e ragazzi? Cosa c’entrano dei ricercatori che studiano i semi e l’aria e l’ambiente con me che faccio la libraia contastorie? C’entrano se il libro è scritto da una scrittrice che ha lavorato per anni come archeologa da campo e parla di una bambina di 10 anni vissuta all’incirca 10.000 anni fa, che scopre che i semi oltre ad essere sbriciolati sotto i pestelli per ricavarne una sorta di farina, possono germogliare e dare vita a piante che a loro volta avranno semi. E’ l’inizio di una delle più grandi rivoluzioni dell’umanità: la domesticazione delle piante e degli animali.

Il libro è veramente bello. Una storia delicata, poetica ed appassionante, illustrata con delicatezza e poesia da Gioia Marcheggiani, che come ci ha svelato ha usato solo i colori della terra.

Dopo la presentazione è stata data la parola ai ragazzi presenti, una V elementare della Scuola Antonio Gramsci, i quali hanno fatto una serie di domande piuttosto interessanti. Da chi era interessato alla genesi della storia (Ludovica) a chi si è chiesto come nascesse la passione per il disegno (Ilaria) e poi c’è  Alessandro che chiede se il significato del libro è insegnare come i bambini vivessero nella Preistoria. Cristiana subito spiega che assolutamente no, un libro non deve nascere per insegnare qualcosa (Ah! E diciamolo a gran voce!), un libro nasce da un viaggio e da un bisogno e questo libro in particolare, nasce da l’esigenza di raccontare una storia vecchia e nuova e dal bisogno di invitarci (tutti, grandi e piccoli) a riscoprire la meraviglia; quella stessa meraviglia che prova Nadeema (questo il nome della protagonista della storia) quando si accorge che dal seme, che ha trovato e conservato, spunta qualcosa di verde e meraviglioso. Gabriele si chiede e chiede (facendoci ridere di cuore) perché dato che si parla di un seme ambientare il libro nel deserto. La sua domanda si allaccia involontariamente a quella di Caterina che chiede a Cristiana se alcune scene del libro sono il frutto della sua esperienza in Siria  (Cristiana Pezzetta, come ho detto è Archeologa e ha lavorato dal 1990 al 2003 come archeologa da campo in Siria e in Turchia). Certo! Risponde l’autrice, il caldo, il pizzicore al naso e l’odore improvviso della terra umida che indica la vicinanza di un’oasi; ecco che si comprende perché ambientare la storia di un seme nel deserto, perché il deserto è vivo e pieno di vita.  Ancora Alessandro con la sua domanda permette a l’autrice di spiegare il perché di una storia come quella. Ed io capisco definitivamente perché sono lì. “L’Umanità sa meglio dove sta andando se sa cosa siamo stati” dice Cristiana Pezzetta. Ecco è proprio così. Ed è per questo, che per me è tutto collegato. Io sono Nadeema e sono Lucy e sono una delle donne che ha piantato il grano. E sono anche una di quelle che molti migliaia di anni prima si è mossa dall’Africa ed è andata per tutto il mondo.  Se capisci questo non puoi che sentirti parte della Terra e fare del tuo meglio. Voglio raccontare storie per ricreare ogni giorno nei bambini la meraviglia degli occhi di Nadeema e seminare il dubbio negli adulti che credono che  “il mondo va così, perché è sempre andato così”.

Durante la mattinata ho avuto conferma di alcuni progetti, di cui avevo sentito parlare e ne ho conosciuti altri. Avevo sentito parlare della Tangenziale Verde (http://www.associazioneres.org/index.php?option=com_content&view=article&id=110&Itemid=83&lang=it), ma non avevo mai approfondito. Avevo sentito parlare degli Orti Urbani. Ho imparato che ci sono delle persone che nella vita fanno gli “storici degli alberi”.  Ecco avrei potuto fare la storica degli alberi,  se avessi saputo che esiste questo mestiere! Ma va bene lo stesso!

Infine vorrei spendere due parole sulla scuola che era presente: Scuola Primaria Antonio Gramsci, I.C. “Via Laurentina 710 (http://www.ic-vialaurentina710-roma.i) di Roma, perché merita per l’impegno ecologista. Vorrei che fosse d’esempio per tutti noi. I ragazzi e le maestre sono venuti a piedi dalla scuola che dista 1,5 chilometri. La scuola, mi raccontava Federica, la mamma che ha contribuito ad organizzare questa uscita, predilige, in caso di gite, treno o autobus, solo in casi estremi il sevizio privato. Molti ragazzi arrivano a scuola in autobus, nonostante, mi racconta Federica, che a causa di alcuni lavori, sia stata tolta la fermata dell’autobus che stava proprio davanti alla scuola . Questa cosa  obbliga i bambini e i ragazzi a farsi Via Laurentina (stretta e trafficata) per raggiungere la fermata. Le richieste e le proteste dei genitori presso il Municipio IX  per ora non hanno dato esiti positivi.

La maestra della V elementare mi ha raccontato che hanno una bella biblioteca e mi ha invitata ad andare a visitarla a Maggio in occasione di un’ iniziativa legata a libro e alla lettura. Girandolando, andrò!

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