fbpx

Murdo che fa gli sgambetti ai dinosauri

Murdo che fa gli sgambetti ai dinosauri

Alex Cousseau ci ha abituati a una prosa poetica e ironica. Uno sguardo tagliente e gentile contraddistingue le sue storie.

In Murdo. Il libro dei sogni impossibili, traduzione di Simone Barillari, illustrazioni di Èva Offredo, edito da L’ippocampo, Cousseau ci racconta la storia di uno Yeti o meglio è lo Yeti che ci parla raccontandoci i suoi sogni (impossibili?). Innanzitutto il sogno impossibile di esistere.

<< Dicono tutti che gli Yeti non esistono. Eppure eccomi qui>>.

Murdo, con la sua dolce irriverenza e la sua ironia, sembra sfidare l’Uomo e le sue pretese di catalogare tutto secondo suoi schemi definitori. Alla figura dell’abominevole uomo delle nevi oppone se stesso e il suo modo disincantato di guardare al mondo. E i suoi sogni, forse, impossibili.

  • Il sogno di farsi un maglione con le parole di una poesia.
  • Il sogno di fare merenda insieme a un’isola.
  • Il sogno di chiacchierare con un sasso

Murdo gioca con le parole, con il loro suono e il loro significato, per costruire mondi immaginari e folli dove i sorrisi sono amache accoglienti e tutti si portano dietro una piccola giungla portatile così da sentire cantare i pappagalli e annusare i profumi di fiori e frutti sconosciuti.

Murdo lo yeti, che l’Uomo ha deciso che non esiste, stila una lista di desideri impossibili che sono pillole di filosofia e rivelano una gioiosa e tenera visione del mondo, solo apparentemente semplice, in realtà profonda complessa.

Il piccolo yeti ci insegna che la vita è fatta di piccoli sogni folli e che sono questi che ci permettono di guardare la realtà da altre angolazioni, a volte salvifiche. E, forse, di renderla migliore.

 <<Ho sempre sognato di attraversare uno specchio…aspetterei che qualcuno si mettesse lì davanti…si metterebbe a urlare…dietro lo specchio, io riderei moltissimo>>.

Cousseau usa una prosa piena, semplice e scorrevole, costellata di frasi sconnesse che ti s’infilano in testa perché intrise di vita e poesia.

<<…e la O dove è andata? Ricordo di aver temuto che si fosse attaccata al mio nome. Non avevo nessuna voglia di chiamarmi Muordo>>

<<Ho due sedie. Sulla prima ho dipinto un paesaggio: la sorgente di un fiume. Sulla seconda ho dipinto un altro paesaggio: la foce del fiume…ed è lì che mi siedo io…tra le due sedie. Con il sedere nell’acqua>>.

Questo piccolo e buffo yeti ci mette di fronte al fatto che siamo fatti anche e soprattutto di desideri impossibili e folli e che rinunciandovi, in nome di una poco chiara efficienza, finiamo con reprimere noi stessi. I sogni, per quanto folli e impossibili, nutrono la nostra vita. Inoltre qualsiasi cosa è impossibile fino a prova contraria e solo il fatto di poterla sognare, la rende realizzabile, magari in un modo bislacco, parziale o solo per un attimo.

Murdo lo yeti ci inviata a stupirci e a meravigliarci per costruire la realtà.

Le riflessioni poetiche dello Yeti Murdo, sono arricchite dalle illustrazioni di Èva Offredo, che giocando su tre colori (azzurro, rosso, marrone) oltre al bianco dello sfondo, sottolinea l’ironia buffa della parola di Cousseau, la poesia e la giocosità di Murdo

Riflessioni sconclusionate e piene di domande. Murdo è un libro che ti lascia domande dentro.

Penso che questo gioiellino sia adatto a tutti.

  • Lo porterei ai bambini e alle bambine di 2-3 anni per leggere ridendo delle buffe trovate di Murdo per poi divertirmi a costruire un fiume per metterci dentro il sedere; poi farei con loro un maglione di parole per scoprire che effetto fanno le parole sulla pelle e scoprire se esistono parole che particolari che ci fanno stare bene.
  • Lo porterei ai bambini di 4-6 anni per leggere piano, piano i sogni di Murdo, parlare dei nostri e anche con loro giocherei a mettere il sedere nel fiume, perché è bello stare con il sedere se fa caldo. Poi disegnerei con loro tutti i nostri sogni impossibili con tutti i colori e le stoffe e le carte che trovo. Forse proverei a metere qualche sogno impossibile su una piume per farlo volare.
  • Lo porterei ai bambini di 7-10 anni per leggere con loro la pienezza della parola semplice e poetica e con loro parlerei per ore di sogni impossibili, costruirei marchingegni per realizzarli, farei maglioni con le parole per capire se ci sono parole che scaldano e altre che prudono e altre ancora che pungono.
  • Lo porterei ai ragazzi di 11-14 anni e lascerei che loro mi raccontassero che cosa racconta Murdo.

Alex Cousseau, Murdo. Il libro dei sogni impossibili, illustrazioni di Èva Offredo, traduzione di Simone Barillari, L’Ippocampo, 2021

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *