Quattro gambe buono, due gambe cattivo. Rileggere un classico.

Quattro gambe buono, due gambe cattivo. Rileggere un classico.

Ho dedicato più di una riflessione al tema dei classici e in particolare alla sempre più infestante tendenza a produrre riduzioni di grandi classici .

Negli ultimi anni si nota una crescita esponenziale di pubblicazioni di classici ridotti, spesso, ahimè, ai minimi termini, da proporre a bambini sempre più piccoli. Compressi, smagriti semplificati e tagliati, queste grandi opere hanno perso tutto. Ridotti a una sessantina di pagine, sono spesso accompagnati da illustrazione che volendo essere tranquillizzanti, finiscono per diventare caramellose, dolciastre e calligrafiche, anche quando si parla di situazione drammatiche o ti sfruttamento del lavoro minorile.

È mia opinione che i grandi classici possano assolutamente essere riscritti; è importante fare dei distinguo.

Sara Marconi, autrice per ragazzi e traduttrice, che ha adattato diversi testi classici, mette l’accento proprio sulle differenze tra traduzione, riscrittura e riduzione .

Se la prima è l’operazione di passaggio dalla lingua dell’autore a un’altra (con tutto quello che quest’operazione comporta ma sorvolo, per ora), la rilettura è il racconto che un autore fa di un’opera a lui particolarmente cara. Per quanto riguarda la riduzione, Marconi dice una cosa che trovo assolutamente condivisibile, cioè che alla base della riduzione <<sta l’idea che un’opera letteraria corrisponda alla sua trama, ovvero che si possa raccontare quella stessa storia con meno parole>>. È così e mi fa capire quanto lavoro ancora ci sia da fare.

Tra le buone riletture sicuramente metterei La fattoria degli animali di George Orwell, riscritta da Mariapaola Pesce, illustrata da Marcello Carriero e pubblicata da Caissa Editore.

È noto che Orwell con La fattoria degli animale abbia voluto scrivere una feroce critica in chiave satirica dei regimi totalitari. Più specificatamente lo scrittore Inglese racconta come la propaganda totalitaria sia stata in grado di condizionare l’opinione anche delle persone illuminate nei Paesi democratici; la sua condanna al totalitarismo è assoluta e prende spunto dalla parabola negativa che ha fatto la Rivoluzione Russa sfociata nella dittatura e nella corruzione.

Tutto questo c’è in La fattoria degli animali di Pesce e Carriero. Perché quest’albo è un’ottima rilettura che avvalendosi del doppio registro della parola e dell’immagina riesce benissimo a raccontare il contrasto tra le parole della propaganda e la realtà dello sfruttamento che di fatto continua sotto altre spoglie; l’asservimento delle pecore e dei cani, sempre rappresentati in gruppo.

Centrata la narrazione di Mariapaola Pesce, che sceglie un linguaggio asciutto e una punteggiatura narrante che ben sottolineano l’ironia sarcastica di Orwell e indovinate le immagini di Marcello Carriero che sceglie un segno grafico che rimanda al fumetto, che ben esprime lo squilibrio tra ciò che la rivoluzione animalista diceva e la sua applicazione.

Per questo motivo La fattoria degli animali di Caissa Editore verrà nelle mie formazioni e nelle classi, come un libro qualsiasi, prima che come rilettura, per poter parlare di ciò che racconta; perché una buona rilettura è un’opera a sé che offre spunti e punti di vista.

Un libro che parla del Potere, dell’importanza del Pensiero Libero (con tutto quello che questo concetto si porta dietro di ambiguo) e del pericolo che ogni giorno corre la Democrazia, che non è un traguardo che si raggiunge ma un equilibrio da (ri)conquistare in ogni istante.  Poi dopo la lettura, le parole e le riflessione tirerò fuori il libro di Orwell, che rimane una lettura da fare quando e se ogni ragazzo e ragazza vorrà.

Mariapaola Pesce, La fattoria degli animali, illustrazioni di Marcello Carriero, Caissa Italia Editore, 2021.