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Ostia, un quartiere di Roma, un Vernissage e poi libri e poesia

Ostia, un quartiere di Roma, un Vernissage e poi libri e poesia

Girando e girandolando Sabato 16 gennaio sono arrivata  all’Hotel “ La Sirenetta” di Ostia dove si è tenuto il vernissage “Il Colore del cielo” durante il quale è stato presentato il “CALENDARIO 2016 di Bibliolibrò” ed esposte le tavole originali dell’illustratrice Raikhan Musrepova tratte dagli albi illustrati “il Taccuino della Notte” e “Vita” editati sempre da bibliolibrò (https://www.facebook.com/bibliolibro)
La giornata era fredda e poiché io mi muovo spesso con i mezzi e a piedi sono arrivata congelata, pochi minuti e il tepore dell’Hotel e della gente, mi hanno scaldata. Le letture poetiche di Valentina Rizzi   (autrice dei libri di cui sopra e anche fondatrice della casa editrice Bibliolibrò: https://www.facebook.com/valentina.rizzi) con Micaela SangermanoPiero Olivieri e Paolo Pioppini, hanno riscaldato e commosso gli animi.

La cosa che mi ha colpita e che mi ha fatto tornare a casa piena di ottimismo è vedere quanta bella gente c’è ad Ostia. Ostia è un quartiere di Roma un po’ bistrattato e abbandonato. Considerato negli anni passati come una zona “da evitare”, oggi è pieno di fermento, nonostante stia pagando più di tutti lo scandalo di Mafia Capitale.

Roma da vecchia signora plurimillenaria conosce la vita e  sa risorgere e ricostruire. Ostia ne è un esempio: associazioni: Magazzino dei semi http://www.magazzinodeisemi.it  iniziative di scambio libri https://www.facebook.com/BookCrossingOstia/   Teatri ( https://www.facebook.com/Teatro-del-Lido-di-Ostia),  una libreria specializzata per ragazzi: Sognalibri in via delle Isole del Capoverde, 63 (https://www.facebook.com/sognalibri.it).

Poi le biblioteche Onofri  e Morante (http://www.comune.roma.it/cultura/biblioteche)

Anima della serata, non dimentichiamolo è stata Valentina Rizzi, poetessa, scrittrice, attrice, libraia itinerante e editrice! che altro aggiungere di questa donna visionaria?

Libraia e editrice “per caso”, ma non casualmente, attrice e poetessa sensibile, accogliente e capace, Valentina è un fiume in piena e sta creando una rete virtuosa in una parte di Roma che ne aveva e ne ha bisogno.

 

Valentina ci parla di lei della sua libreria itinerante e dei suoi progetti

Qualche mese fa feci a Valentina Rizzi un’intervista che poi rimase nel cassetto è ora di tirarla fuori!

Quando ti ho conosciuta e mi hai raccontato un po’ di te; subito mi è venuta la definizione di “Libraia per caso” non nel senso sminuente che si potrebbe dare alla definizione, ma nel senso che tu che hai radici nel teatro e nella scrittura, quasi per caso ti sei ritrovata a fare la libraia e senza scomporti  hai accolto questo ruolo e strada, ci racconti come è andata?

E’ proprio così. Dal 2000 scrivo per il teatro ragazzi ed i primi contatti con le biblioteche e le librerie li ebbi per presentare la mia prima sceneggiatura pubblicata dalle Edizioni Paoline nel 2009. Entrai in contatto con un mondo sconosciuto, piacque molto il mio modo teatrale di presentare la fiaba con una baracca di burattini fatti artigianalmente in gommapiuma e mi si chiese di poter proseguire a fare qualche altra lettura animata in alcune biblioteche di quartiere ed in una libreria. Nella stessa iniziai a fare anche mini laboratori teatrali, arrivavo sempre circa mezz’ora prima della lezione e andavo via mezz’ora dopo la fine. Trascorrevo il tempo a sfogliare albi illustrati, a chiacchierare con le due libraie che un bel giorno mi chiesero se volevo sostituire una di loro durante alcuni pomeriggi. Poi tutti i pomeriggi durante la scolastica ed infine mi venne in mente di aiutare queste libraie in difficoltà chiedendo un finanziamento per portare in giro le loro storie tentando di venderle in strada con il mio modo teatrale ed artistico. Vinsi il bando pubblico una settimana dopo che loro avevano purtroppo chiuso la libreria e mi ritrovai con un tre ruote satellite di una vetrina fantasma. Mi rimboccai le maniche e contattai il mio secondo editore: nel frattempo avevo provato a scrivere un albo illustrato che venne pubblicato da Il castello group, che fortunatamente è anche distributore Ali. Ottenni i libri distribuiti da Ali, in conto deposito e così iniziai. Poi workshop, fiere e tante ore in biblioteca a studiare cataloghi e grandi classici. E così son diventata libraia itinerante.

Quanto è difficile fare la libraia a Roma oggi e in particolare ad Ostia, che più di tutti gli altri quartieri ha pagato lo scandalo di Mafia Capitale? Cosa ti rende orgogliosa nel fare questo mestiere e cosa di fa infuriare?

E’ difficilissimo. Per me che sono itinerante è difficile anche solo trovare uno spazio di legalità nel quale poter svolgere il mio lavoro. Fino a qualche settimana fa e per due anni, sono stata l’unica libraia specializzata per bambini in un territorio di circa 80.000 abitanti e ricevevo richieste di tutti i tipi, la gente mi rincorreva per strada eppure non potevo fermarmi se non il tempo della vendita e potevo esporre solo se c’era già qualche acquirente ad attendermi, ma non sempre la gente sapeva dove trovarmi. Pianificare soste, tempi e luoghi, è stato pressocché impossibile in questo modo, ma non mi sono mai arresa. Ho avuto un grosso aiuto dalle biblioteche comunali del nostro municipio, che veicolavano informazioni su Bibliolibrò e ospitavano spesso le mie attività. Ho iniziato inoltre a collaborare con alcune scuole pubbliche e private fino a trovare uno spazio di ricevimento nel seminterrato di una di queste. Lavoro molto anche con i mercati stagionali e tramite la nostra pagina facebook. Sono orgogliosa di non aver mollato e più di tutti mi piace interagire con i bambini, che per me sono fonte inesauribile di storie e spunti drammaturgici. Mi fanno incavolare le istituzioni e i vigili che mi trattano spesso come un abusivo.

Cosa vuol dire per te fare la libraia e fare anche  la scrittrice e l’editore, oggi? A volte non ti senti un Don Chisciotte? Nel senso di un sognatore visionario, (per chiarezza: secondo me il mondo lo fanno i sognatori visionari concreti, che sembra un ossimoro , ma non lo è!)?

Io non mi sento di appartenere a nessuna delle tre categorie, le rispetto troppo! Io sono semplicemente un contastorie itinerante, mi piace raccontare storie e ho trovato chi le mette su carta, i miei Art Directors Francesco Giuliani e Barbara Brocchi, docenti Ied Roma. Anche qui è cominciato tutto per caso. Diciamo che mi hanno messo in mezzo per un corso di specializzazione in grafica dello Ied e ho dato loro alcuni miei testi rimasti nel cassetto che poi son diventati tesi e prototipi e poi libri grazie ad alcuni stagisti dopo il diploma. Un giorno mi ritrovo 8 miei testi illustrati ed impaginati e mi dico, cavoli che magia è questa?

Mi sento Don Chisciotte solo in primavera ogni anno quando devo organizzare un Minifestival itinerante del libro per ragazzi senza il becco di un quattrino e riuscendo a coinvolgere circa 3000 minori di 13 plessi scolastici diversi. Ma i Don Chisciotte sono molti più di uno. Tutti i pazzi che mi seguono ogni anno creando delle cose fantastiche per i bambini della periferia delle periferie. Tra questi l’associazione Semi di Carta, Piccoli Maestri, Clemente Riva, Maiuscole Idee, Il Magazzino dei Semi ed il contributo fondamentale delle due biblioteche e delle scuole. La parola semi ricorre perché è una semina continua durante tutto l’arco dell’anno per far germogliare il Minifestival ad aprile. Siamo alla quarta edizione ed ogni anno non sappiamo proprio come sia possibile che la manifestazione decolli senza alcuno sponsor e nel disinteresse completo delle istituzioni. E mi ritrovo sempre in mezzo alla kermesse di eventi, ignara di come il miracolo possa anche stavolta aver avuto luogo. Io senza gli altri matti come me, sono zero. Uno cento mille Don Chisciotte!

 

Il prossimo appuntamento che vede coinvolte tutte le realtà di cui si è parlato, oltre alle scuole e ad altre associazioni che si aggiungeranno sarà:

2-14 maggio 2016
MINI FESTIVAL ITINERANTE DEL LIBRO PER RAGAZZI

Tema: identità alla specchio

 

 

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