Vendesi casa D'artista- da stamaopre per gli organizzatori

Quando incontri un’agente immobiliare con il pennello in mano.

Ho conosciuto Ericavale Morello alla scorsa Fiera di Bologna.

Avevo sentito parlare del suo Vendesi casa d’artista (editato da Camelozampa) che avevo letto di sfuggita poco prima della mia partenza per la Fiera; l’idea mi era sembrata geniale (qui la mia recensione:https://storiegirandole.it/venghino-signori-venghino-ottimi-appartamenti-di-tutti-i-colori-chiavi-in-mano/).

In occasione della Fiera, ho chiacchierato con lei di mille cose, e forse anche di case, in una serata bolognese in cui lei cercava una farmacia e io, ostinatamente decisa a farla a piedi  (tanto sono un paio di chilometri!), l’avevo trascinata tra i portici e piazza del Nettuno, probabilmente per più di due chilometri. Poi, chiacchierando di tanto e molto ci siamo infilate alle 21 in supermercato in chiusura (chiedo scusa alle commesse e ai commessi!) per comprare qualcosa da mangiare, per rimanere, in fine, fuori casa per un accidente tecnico irrilevante.

Morello è un’artista appassionata e geniale e una comunicatrice incredibile. Il suo modo di comunicare non è mai calcolato e certamente non studiato a tavolino. Se si inventa l’ennesima trovata è esclusivamente per passione, entusiasmo e amore per le persone e per l’arte.

Pensare che questa donna minuta e folle faccia l’insegnante mi fa sperare e anche mi stupisce; non ce la vedo a chiedere di abbassare la voce a un gruppo di preadolescenti urlatori; è più facile che si metta a disegnare direttamente sul muro e ammutolisca i ragazzi e le ragazze, stupendoli o che li stordisca con la sua verve ironica. Per tutti questi motivi e mille altri, ho voluto intervistarla.

Chiavi d’artista

La prima domanda che le ho posto è stata proprio sull’ironia. Avendola vista lavorare al Festival della Letteratura di Mantova, intrattenendo il pubblico da vera imbonitrice e spronandolo ad ammirare la casa del Mantegna – che lei prontamente aveva messo in vendita – le ho chiesto cosa fosse l’ironia, per lei che la usava in maniera gentile e cordiale mai aggressiva e soprattutto in totale contrasto con quell’ironia tanto in voga oggi sempre prepotente e che alza muri. Per Morello, invece, l’ironia è un ponte

Erica nella sua risposta mi conferma come l’ironia per lei sia uno strumento di conoscenza e di avvicinamento all’altro; un modo per volare con concreta leggerezza sulla vita e sull’arte: <<…Per la mia vita (personale e privata ma anche sociale) l’ironia è fondamentale.. E’ uno strumento per comunicare che mi riporta sempre ad una dimensione ludica, che alleggerisce ed elasticizza la “serietà”… della vita di tutti i giorni e la statica del pensiero adulto>> Alla sua ironia è legata la capacità affabulatoria, che non è così frequente negli artisti dell’immagine e negli illustratori. Una parola felice, fluida, mai sopra le righe con il pubblico, mai poco chiara, sempre assolutamente centrata.

La seconda domanda non poteva non avere a che fare con la parola.

La risposta dell’artista piemontese è articolata e piena. La parola è un innesco –mi dice – e aggiunge <<…ha un ruolo fondamentale e imprescindibile nel meccanismo di concepimento delle immagini che prima vivono nella mia testa e poi passano alle mani e alla materia: medium, colori e carta>>. Rimane perplessa quando le dico che ha capacità affabulatoria, non si riconosce ma poi aggiunge << le parole per me sono come la paletta e il secchiello, come le bolle di sapone: mi servono per catturare l’attenzione degli altri, nel tentativo di muoverli o con-muoverli insieme a me>>. E ancora << Soprattutto le parole sono lo strumento principale di cui mi servo quotidianamente a scuola per provare a coinvolgere i ragazzini, che devono essere “agganciati” attraverso curiosità, giochi di parole e un linguaggio semplice e diretto che io a volte mimo e teatralizzo un po’>>

Già perché Ericavale Morello, oltre a essere un’artista, è – l’ho detto – insegnate di Arte e Immagine nella Scuola Secondaria di Primo Grado. Ho amato, e amo molto, l’arte e la storia dell’arte, l’ho portata all’esame di maturità – quando nessuno nemmeno la studiava – e ho fatto quattro esami all’università, quindi non potevo non chiedere alla professoressa Morello quale sia per lei il valore della storia dell’arte a scuola e se oltre a storia dell’arte si può fare arte nella scuola? La prof., appassionata e concreta, si prodiga nel raccontarmi la difficoltà di fare oltre che storia dell’arte anche e soprattutto arte. Mancanza di tempo e spazi non adatti non aiutano! Eppure storia dell’arte è una di quelle discipline, aggiunge Morello, che ti permette di fare connessioni <<… È una cerniera lampo che apre la mente… L’arte insegna a pensare e a vedere, insegna a stupirsi e a emozionarsi, insegna ad accorgersi dell’eccezionale e si mostra ai ragazzi come uno studio e una pratica necessaria che innesca meraviglia, frutto di lavoro-studio e grande fatica dell’uomo, ma in un certo senso inutile al profitto economico. Poi alla fine l’arte dov’è? In tutto quello che c’è intorno a te!>>

Non sentite Munari applaudire felice dopo anni che viene citato a vanvera e negato nelle azioni quotidiane? Io sì.

Sto per salutare Erica ma ho un’ultima domanda che mi sta a cuore da quando ho visto il suo Vendesi casa d’artista: Che cos’è per te la casa? << …la tua casa sei tu!E’ il vestito che non possiamo cambiare perché è in lavanderia, è qualcosa di estremamente più intimo e definitivo, come l’abito che caratterizza il personaggio di un cartone animato o di una storia disegnata appunto>>; aggiungendo una riflessione personale sottolinea un verità per molti e molte di noi << …Quando la casa riesce a regalarti spazi speciali, la possibilità di vivere spazi in libertà nonostante la condivisione con il nucleo familiare, e a trasformarsi così in un rifugio perfetto e amato allora credo che davvero possa essere lo specchio di quello che siamo e di quello che facciamo.>>

Conclude sibillina << Quindi la casa di Pollock va via ad un prezzo molto trattabile essendo molto macchiata!>>

Niente da fare imbonitrice e immobiliarista fino in fondo>!

Ericavale Morello ha ideato insieme alla storica dell’arte Francesca Tancini il progetto online Storie di illustrastorie (https://www.facebook.com/stoillusto) che è poi divento un libro – Francesca Tancini-Ericavale Morello, Storie di illustrastorie,  Pitagora Editrice Bologna, 2021, oggi trovabile in biblioteca (https://opac.sbn.it/) o in queste librerie: Axolotl Libreria (Chivasso), Libreria Fantasia (Bergamo), Libreria Tiralistori (Tirano) e Libreria Giannino Stoppani (Bologna).

Potrete incontrare Ericavale Morello in giro per l’Italia oltre che qui a Roma A Più libri Più Liberi.

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