Agenda 2030

<<Zoe Salvamondo ha sette anni e abita in città, mamma e papà la chiamano “nido ambulante” per i suoi capelli ricci ricci…un nido perfetto per le idee…se vi capita di vederla lisciarsi una ciocca tra le dita…state certi che una nuova idea sta per germogliare>>

Iniziano così le prime due avventure di Zoe Salvamondo, la protagonista di una serie di storie pubblicate da Beisler Editore, scritte da Ruggero Poi, illustrate da Alice Rossi e che fanno parte di un progetto nato in collaborazione con Cittadellarte-Fondazione Pistoletto e ispirato ai 17 obiettivi dell’Agenda ONU 2030. Zoe è una ragazzina piena di iniziative e idee.

Nella prima avventura, Zoe Salvamondo e la melanzana melanzanissima, la nostra vuole preparare una parmigiana di melanzane, ma le mancano proprio le melanzane.

Decide allora di andare dal nonno che ha l’orto a farsene dare alcune. Zoe attraverserà la città in bicicletta. La troverà non solo piena di traffico ma anche affollata di persone che non tengono conto delle esigenze degli altri; persone che camminano senza curarsi di lei, cassonetti traboccanti rifiuti. Zoe incontra Ernesto che tiene in ordine giardini pubblici nei quali gli alberi hanno il nome di chi se ne prende cura; incontra alcuni bambini che si annoiano perché non possono giocare. Tutti sono invitata a seguirla dal nonno.

Alla fine parmigiana di melanzana per tutti.

Storia vivace, avventurosa e divertente per introdurre l’obiettivo numero 11, “Città e Comunità Sostenibili”. L’importanza degli spazi giusti per tutti sia nella mobilità sia per il gioco e lo svago, la cura del verde, la gestione del traffico e degli spostamenti sono solo alcuni dei temi che affiorano in questa storia che non è mai didascalica.

Le avventure di Zoe Salvamondo sono divertenti, fresche e frizzanti, raccontano molto più di quanto non sembri per questo mi piacciono. Per esempio mentre Zoe è in cucina e si appresta a fare la parmigiana, sul muro campeggia un calendario che segna il mese di giugno. A buon intenditor…

La seconda avventura dal titolo Zoe e il vestito di arancia, mi è particolarmente cara.

Zoe è invitata a un compleanno ma non sa cosa regalare alla festeggiata. La madre non è molto d’aiuto perché sommersa dai vestiti da mettere in ordine

<<Quante maglie! Quanti pantaloni! E quanti abiti! E sciarpe , cappelli e…sono troppi, troPPI TROPPI>>.

Con Tito, Zoe va in cerca del regalo per Tilde, ma al negozio di giocattoli non lo trova; loro vogliono un <<gioco da costruire…un gioco con le regole da inventare>>.

Mentre dialogano sul gioco, da fuori arrivano le grida gioiose di un corteo; i tre – Zoe, Tito e il signor Bruno, il giocattolaio –  pensano di unirsi alle persone che sfilano nella speranza di trovare il gioco per Tilde.

Arrivano in una curiosa piazza. Ad attirare l’attenzione di Zoe è un bizzarro banchetto la cui insegna è Vestiti sorbetto. Attratti dalla scritta ma anche dal profumo che arriva dal banco, i tre si avvicinano e scoprono vestiti fatti con le bucce di arancia. Quale miglior regalo per Tilde?

Ma l’avventura non finisce qua perché Zoe è un vulcano di idee e quando arriva a casa dell’amica e trova la sala piena di scatole e carte, pensa che il modo migliore di fare spazio per giocare e costruirci maschere e costumi.

Questa seconda avventura è ispirata all’obiettivo 12, “Consumo e produzioni responsabili”  e come la prima non fa prediche ma narrando indica percorsi e sentieri.

Dicevo che mi è particolarmente cara perché amo gli abiti creati con materiali diversi, strani e “alternativi” e da anni costruisco pupazzi e maschere con materiali di recupero.

Dicevo all’inizio che Zoe Salvamondo però non è solo un personaggio e una serie di racconti ma anche un progetto di sensibilizzazione che si basa sull’idea di Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto e sull’esperienza artistica di CittadellarteFondazione Pistoletto. Curatrice della collana è Chiara Belliti.

Cittàdellarte- Fondazione Pistoletto è un grande laboratorio creativo dove si studia si pensa e si sperimentano idee per un mondo più equilibrato che unisca natura e artificio, come nel simbolo del Terzo Paradiso che è una riformulazione del segno matematico dell’infinito.

Terzo Paradiso al Monte Verità

I due cerchi opposti significano natura e artificio e l’anello centrale è la congiunzione dei due e rappresenta il grembo della rinascita.

Ruggero Poi Zoe Salvamondo, illustrazioni di Alice Rossi, Beisler editore in collaborazione con Fondazione Pistoletto

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